Il valore della politica e del popolo contro l'antipolitica e l'Europa delle banche. Giorgia Meloni oggi pomeriggio ha conquistato la platea del villaggio del lavoro dell'Ugl in piazza del Popolo. L'occasione era quella di un confronto col segretario generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone sui rapporti tra il sindacato e la politica.  La leader di Fratelli d'Italia è partita subito forte con una difesa a spada tratta del ruolo della politica. «Tanta gente dice che i politici fanno schifo, ma ciò accade perché non hanno la voglia di scoprire se ci sono differenze. L'antipolitica si batte con la politica. Noi ci crediamo. L'indignazione non basta, bisogna impegnarsi, prendersi delle responsabilità». Molti accusano Giorgia Meloni di essere populista, nel senso più negativo del termine. Lei però ne va fiera. «Sono populista perché sto dalla parte del popolo». Capitolo migranti, tema sempre caldo. «La sinistra italiana s'è accorta del problema dell'accoglienza solo quando questa estate i migranti sono arrivati a Capalbio, spiaggia storica della sinistra radical chic. Allora è diventato un problema. Noi contestiamo il sistema dell'accoglienza ai migranti nel nostro paese. Questa non è solidarietà, ma scaricare i problemi sulle fasce deboli della popolazione». L'anno prossimo si tornerà al voto ma fosse per Giorgia Meloni, si poteva anche farlo prima. «Dal 2011 non ci permettono di avere un premier indicato dagli elettori, uno che ha vinto le elezioni. Gentiloni è l'ultimo in ordine di tempo, doveva stare lì per fare la legge elettorale, invece fa tutto tranne che quella. Ma prima o poi si deve votare e allora sarà la gente a scegliere, finalmente». Applausi. Ma quelli più scroscianti sono arrivati quando ha parlato di Europa. «Ci accusano di essere antieuropei: non è vero, noi siamo contro questa Europa delle banche. Hanno trasformato il sogno Europeo in un comitato di affari. Noi vogliamo che i popoli siano sovrani, non le banche».