Prima le scuole chiuse per il freddo, poi gli affidamenti in urgenza per lo sfalcio dell'erba perché le ristrettezze di bilancio non hanno permesso da settembre di procedere con la gara già predisposta. Innegabile che i cittadini siano delusi, perché hanno visto la città arretrare su problemi comuni e ciclici. Il sindaco oggi non intende nascondersi: ammette l'errore e, dopo aver fatto scelte drastiche e impopolari per risolvere la situazione in maniera strutturale, spiega cosa è accaduto.
«La questione del verde per me è stata una vicenda mortificante che non può e non deve più ripetersi - dice - da primo cittadino ci metto la faccia e mi prendo tutte le responsabilità di un evidente errore che ha creato un disagio ai cittadini e un danno di immagine per l'amministrazione. E non è una giustificazione il fatto che anche per gli altri la storia si sia verificata in maniera analoga».
Il verde è stata una diagnosi sbagliata con un intoppo ben identificato per il cardiologo-sindaco: «Le cause erano legate alla tempistica del bando di gara ed alla inadeguata copertura economica. Sono abituato a studiare le malattie, a fare diagnosi e a trovare soluzioni. E questa era una situazione cronicamente malata legata ad una assenza di programmazione storica, che nel primo anno non abbiamo saputo individuare.

L'intervisa completa ora in edicola con Latina Oggi