Riportare a casa la Cassa di Terracina, capolavoro d'arte medievale custodito nel museo nazionale di Palazzo Venezia? Come no. Ma ci vuole «diplomazia» e «cortesia istituzionale». Come quella che l'assessore Barbara Cerilli ha usato nei confronti dei suoi alleati di Fratelli d'Italia, che qualche giorno fa le hanno chiesto con una nota stampa di impegnarsi a riportare a casa l'opera custodita a Roma. Cerilli risponde ai colleghi di coalizione con garbo ma a chiare lettere, con una nota rivolta soprattutto al suo collega di giunta Luca Caringi, assessore ai Lavori pubblici ma anche coordinatore di Fdi-An e firmatario della richiesta. Entusiasmo gradito, quello di Fdi-An, conferma Cerilli che ricorda anche come «Il recupero definitivo o temporaneo di beni archeologici ed opere artistiche terracinesi» sia nel programma di governo.

Ma non è facile riportare la Cassa di Terracina. Facile da immaginare, visto che «l'importante istituzione che la detiene attualmente (il museo nazionale, ndr) trae, ovviamente, un notevole prestigio dalla sua custodia ed esposizione». La strada maestra, dunque, è la diplomazia tra istituzioni ma, aggiunge Cerilli, anche la «necessità di fondi che, al momento, non sono stati messi a disposizione della cultura». E qui Cerilli tocca un nervo scoperto con gli alleati. Fratelli d'Italia guida in giunta sia il Bilancio che i Lavori pubblici. L'assessore Cerilli garantisce l'impegno suo e della lista "Arnia" che la rappresenta ma chiede, testuale, «l'aiuto di tutti (e preciso di tutta la maggioranza)».

Di più: Cerilli ricorda a Caringi e ai "Fratelli" che «esistono comunque altre situazioni, forse più a portata di mano, nelle quali l'apprezzabile disponibilità di Fdi-An Terracina potrebbe risultare particolarmente efficace». Come restituire al pubblico il Castello Frangipane, ricorda, al quale mancano «solo poche migliaia di euro per certificarne l'agibilità». Secondo nervo scoperto: inutile volare alto, sembra dire l'assessore, se poi, per motivi di "cassa" (finanziaria stavolta) ci si ferma davanti a poche migliaia di euro e a due timbri. Ecco, scrive Cerilli, una cosa a cui potrebbe lavorare il gruppo di volenterosi di Fdi-An che si è messo a disposizione per la Cassa di Terracina: Emilio Perroni, Giuseppe Moscarello, Nino Di Spigno e Stefania Pietropaolo, se vogliono, possono cominciare col parlare di questo agli assessori del loro partito. Sarebbero più che giustificati. E' più di un decennio che il Castello Frangipane, restaurato con soldi pubblici, attende di tornare alla città.