Non si tessera in un partito dal lontano 2004, anno in cui lasciò Forza Italia con tanto di lettera a Silvio Berlusconi. Prima era stato esponente di punta del Partito socialista, ultimo segretario locale del Psi. Da tredici anni, dopo l'addio allo schieramento "azzurro", si è sempre presentato da indipendente, senza etichette o bandiere da sventolare. Anche quando, nel 2011, è stato eletto sindaco con l'asse trasversale "Patto per Itri". Un laboratorio politico senza bandiere, tanto entusiasmante quanto fragile. L'esperienza si è chiusa nel peggiore dei modi, con la sfiducia nel luglio del 2015. A due anni esatti da quell'afosa seduta di Consiglio comunale, De Santis torna in pista. Per tutto questo tempo non si è mosso, almeno ufficialmente, sebbene abbia partecipato di tanto in tanto al dibattito politico. Ma adesso si fa sul serio. Ha chiesto di aderire al Partito democratico del referente Livio Stamegna. «Un partito - ci confida l'ex primo cittadino - vicino alle mie idee politiche». De Santis ci svela anche un piccolo retroscena. Un contatto col Pd c'era stato anche a pochi mesi dalla sfiducia. «Mancava un anno alla scadenza naturale del mandato, non mi sembrava corretto indossare una casacca in un momento così delicato». Poi le cose sono andate come è noto e De Santis ha preferito uscire fuori dal giro. «Tornerò a impegnarmi in prima persona» assicura. «Lo farò come è mio solito fare, criticando e attaccando quando ce ne sarà bisogno. Sono un moderato, non torno in politica per fare guerre».