Sebbene non prevista esplicitamente nella procedura di affidamento, la mancata comunicazione istituzionale riguardo l'arrivo di 18 profughi in territorio setino, avvenuta tra domenica e lunedì scorso, è legata al fatto che a Sezze, in seguito alle elezioni dello scorso 11 giugno, le nuove cariche istituzionali non sono ancora consolidate. Questa è in sintesi la spiegazione che i due consiglieri comunali Serafino Di Palma e Giovanni Moraldo, entrambi eletti in opposizione a sostegno di Paride Martella, si sono sentiti fornire dal dottor Luigi Quarto, viceprefetto di Latina che li ha ricevuti ieri mattina in Prefettura. I due consiglieri si sono recati da lui proprio per chiedere spiegazioni dell'arrivo di 18 migranti centrafricani, gestiti dalla Cooperativa Il Quadrifoglio nel Centro Accoglienza Straordinaria allestito presso le tre villette costruite proprio accanto al parcheggio della Stazione, lato di via degli Archi. A tal riguardo, i due riferiscono: «Ci è stato ribadito che si tratta di migranti di prima accoglienza giunti a Sezze su indicazione della Prefettura, direttamente dai centri di smistamento». Riguardo il mancato rispetto della delibera del consiglio comunale setino che il 26 settembre 2016, riprendendo quanto dichiarato anche nella riunione dell'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni Italiani, chiese di esentare il paese dalla prima accoglienza in virtù di un progetto Sprar per l'accoglienza programmata già in atto da anni, a malincuore i due consiglieri ammettono: «Purtroppo ci è stato detto che quel pronunciamento, per quanto legittimo, non trova un'applicazione legale in quanto la proposta dell'Anci non è ancora diventata una legge». Ciò premesso, Moraldo e Di Palma concludono: "Stando così le cose, innanzitutto rimarchiamo come sarebbero dovute essere le istituzioni setine a chiedere spiegazioni alla Prefettura e non due consiglieri neo eletti in opposizione che hanno tuttavia anteposto il servizio di informazione ai cittadini ad ogni altra considerazione. Per quanto riguarda il futuro, visto che in una procedura di emergenza non si possono attuare programmi, pensiamo sia meglio ripensare l'istituzione di una commissione mista, composta di Forze dell'Ordine, Consiglieri e funzionari comunali, con il compito di monitorare come l'accoglienza viene attuata onde prevenire derive che quelle che negli anni scorsi hanno già investito Sezze»