L'azienda speciale fa il bis. Ieri la giunta ha approvato in serata la delibera che fissa lo schema di assetto dell'azienda speciale per i rifiuti, ne definisce dettagli e costituzione e offre tutti gli atti propedeutici al consiglio per esprimersi su questo nuovo strumento preferito all'esternalizzazione del servizio. Un'approvazione sul filo di lana arrivata a quattro giorni dalla scadenza dell'esercizio provvisorio concesso dal Tribunale alla Latina ambiente e in un contesto in cui l'amministrazione sembra essersi seduta su una mina pronta ad esplodere, quella dei rifiuti da gestire con una partecipata fallita e una situazione igienica sul filo del rasoio.
Un anno di slalom sui rifiuti
Facile accorgersi come a seguire il filo della situazione con i riscontri e gli atti dell'ultimo anno si arriva ad un vicolo che non è ancora cieco ma è pieno di insidie: al momento esiste un pronunciamento di consiglio Di Giorgi sull'esternalizzazione, esiste una gara sospesa con le buste mai aperte (ma non annullata), esiste un consiglio comunale di novembre scorso che dava l'indirizzo dell'in house (poi messo nel cassetto per gli equilibrismi della legge Madia) e una delibera di indirizzo della giunta di marzo scorso che invece sceglieva l'azienda speciale. Ora l'ultima fatica siglata in giunta ma resta l'handicap di forma e sostanza di un atto politico ancora mai transitato in consiglio.. Per la giunta è questa la procedura corretta e se per veder finalizzato questo percorso bisognerà attendere resta il nodo del servizio e di chi firmerà la proroga alla partecipata.
La strada dell'ordinanza del sindaco
 Il Comune sta studiando una soluzione mentre attende il verdetto del giudice sulla proroga dell'esercizio provvisorio e l'avrebbe individuata non nella determina dirigenziale, strada impossibile dal momento che non si può dare una proroga tecnica in assenza di gara rischiando di incorrere nel danno erariale, ma in un'ordinanza sindacale.  In base all'articolo 50 del testo unico degli enti locali «in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale». Dovrebbe essere direttamente il sindaco a prendersi la responsabilità di legittimare l'ulteriore affidamento, per sei mesi rinnovabili a 18, come già si prese quella di sospendere la gara. Difficile pensare che ricorrerà all'urgenza ma potrebbe invece motivarla sulla base delle difficoltà legislative apertesi in corso d'opera e sulla necessità di garantire pulizia e decoro in città non interrompendo il servizio. Un forzatura? Ad oggi è l'unica soluzione anche se ai limiti dell' applicabilità per le anomalie che si sono verificate. Altro nodo da chiarire è quello dell'appalto sospeso e mai annullato e su cui l'Anac si era pronunciata per chiedere alcune correzioni. Ora in questa vacatio di mancato annullamento di quell'atto eventuali ricorsi postumi delle ditte che avevano partecipato al bando (e i cui nomi sono contenute nelle buste mai aperte) possono mettere a rischio anche la futura azienda speciale. Insomma si cammina sui carboni ardenti ma ormai per i grandi affidamenti del Comune (compresi i trasporti) sembra essere una costante.