Quattordici mesi di commissariamento. Più di un anno di lavoro non solo per garantire l'ordinaria amministrazione, ma anche per pianificare le risorse finanziarie e affrontare una serie di questioni annose per la città di Sabaudia. Il commissario Antonio Quarto ora lascia il posto al sindaco Giada Gervasi, alla quale ieri ha inviato anche una relazione di fine mandato sulle attività intraprese da maggio del 2016. Un lavoro che ruota attorno a due concetti cardine: trasparenza e legalità.
La situazione ereditata dopo la sfiducia dell'allora sindaco Maurizio Lucci non era delle più semplici. Il clima politico particolarmente teso, i nodi da sbrogliare parecchi e soprattutto una stagione estiva da portare avanti. Perché, al netto di tutto, Sabaudia è una città che vive di turismo oltre che di agricoltura. Così il commissario Antonio Quarto, con il supporto del sub-commissario Edoardo Sottile e di tutta la macchina amministrativa, si è preoccupato - tra le altre cose - di organizzare la stagione. Festival della commedia, presentazioni di libri, eventi musicali e d'intrattenimento. Ma anche un lavoro costante sul territorio, un dialogo con il Parco nazionale del Circeo, particolare attenzione al lungomare e alle spiagge, nonché la concertazione di interventi sul lago di Paola insieme alla proprietà.
«Questa mattina - ci ha raccontato il dottor Antonio Quarto - ho consegnato al sindaco Giada Gervasi la relazione di fine mandato con gli aspetti più rilevanti dell'attività svolta in questi mesi. Abbiamo certamente garantito l'ordinario, ma anche cercato di risolvere una serie di questioni come la gara per i parcheggi a pagamento. Abbiamo improntato l'attività sui concetti di trasparenza e legittimità e abbiamo messo mano a una serie di regolamenti, in alcuni casi assenti o troppo datati». La gestione commissariale si è ritrovata ad affrontare poi anche grane urbanistiche (nei giorni scorsi una sentenza del Tar che ha confermato la legittimità dell'operato dell'ente). Particolare attenzione anche al contrasto del degrado, alla ricerca di finanziamenti e ai lavori pubblici. Uno fra tutti il caso di ponte Giovanni XXIII. «È stata una bella esperienza umana e professionale. Voglio ringraziare - conclude Quarto - il dottor Sottile e la macchina amministrativa, che ha fornito sempre un adeguato e puntuale supporto».