Il caso cimitero di Latina sbarca in Senato. Il senatore Giuseppe Vacciano, esponente del Gruppo Misto, ha infatti presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e al Governo Gentiloni ripercorrendo le tappe principali della vicenda Ipogeo, dalla tassa sul morto fino ai dubbi relativi alla convenienza per il pubblico della convenzione sottoscritta.

"La questione del cimitero di Latina è un argomento che ultimamente richiama l'attenzione pubblica poiché attorno ad essa ruotano, oltre all'onerosa gestione del servizio, l'interesse del Comune nelle vesti di concedente, di Ipogeo Latina Srl in qualità di concessionario del servizio e promotore del project financing e, infine, dei cittadini sottoscrittori dei contratti privati". Così inizia la seconda interrogazione depositata ieri sul caso della gestione e ampliamento del cimitero di Latina - si legge nella nota inviata dal senatore Giusepep Vacciano - Tassa sul morto. Dopo la prima interrogazione molti punti della vicenda erano rimasti ancora al di fuori di un più scrupoloso approfondimento: il canone annuale per le spese comuni di mantenimento dell'area cimiteriale, meglio conosciuto come "tassa sul morto", ad esempio. Come mai la Ipogeo chiedeva al Comune circa 500.000 euro all'anno per sopperire alla mancata esazione di questo canone di mantenimento ad ogni cittadino titolare di un contratto cimiteriale? Perché il gestore privato insiste nel dire che il canone va richiesto in maniera universale e retroattiva a tutti i parenti dei defunti sepolti nel cimitero del capoluogo pontino. Invece, chi ha l'obbligo di pagarla? Solo chi ha sottoscritto un contratto con la Ipogeo Latina s.r.l., gestore privato del servizio pubblico cimiteriale dall'11 marzo 2009. E come mai? Con la firma del contratto redatto dalla Ipogeo Latina srl, il quale prevede una clausola esplicita, il contraente accetta le condizioni del contratto.  E' pur vero che un canone che il gestore privato esige, per essere legittimo e pienamente lecito, avrebbe dovuto essere definito dal Consiglio comunale considerati i costi e i ricavi del servizio e approvato dalla Giunta. Chissà se è realmente andata così e se qualcuno lì in Comune ha mai letto il TUEL.

Decadenza o revoca delle concessioni perpetue. Prima del 1975 la legge concedeva il carattere della perpetuità ai singoli contratti privati di questo tipo. A tutt'oggi, ancora esistono loculi concessi secondo queste garanzie di legge che, seppur anacronistiche, sono ancora tutelate dalla normativa. Purtroppo la revoca di questo tipo di concessioni, che potrebbe avvenire solo a seguito di una massiva necessità di interramento o tumulazione di salme e a partire dall'anno 2026, non è una via praticabile per rinunciare all'ampliamento del cimitero; come neanche la via delle decadenza delle concessioni private non è una strada percorribile, a meno che lo spazio concesso al singolo utente riversi in stato di abbandono ed evidente degrado. In molti, tra i quali dirigenti e assessori, hanno paventato la possibilità di liberare singoli spazi evocando soprattutto la possibilità della revoca ma, evidentemente, hanno parlato senza aver letto con interesse la normativa. 

Ampliamento del cimitero. Appunto, tutti preoccupati a massimizzare la capienza cimiteriale, che sarebbe un cruccio comprensibile da parte dell'amministrazione, se non fosse per una clausola della convenzione madre tra Ipogeo Latina srl e Comune che prevede la realizzazione ex novo di ulteriori 16.734 spazi per sepolture, al netto di tutte quelli già realizzati negli anni in extra-convenzione sia nel cimitero urbano che in quello di Borgo Montello. Anche la Ipogeo è interessata alla soluzione paventata dai pubblici amministratori perché, oltre alla garanzia della clausola appena esposta, si troverebbe a gestire nuovi spazi e nuovi contratti senza l'obbligo di investire neanche un centesimo, considerato pure che il Piano Economico Finanziario di questo progetto di finanza, dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito l'illegittimità del monopolio della Ipogeo sugli arredi funebri, fa acqua da tutte le parti.


Infine, una convenzione che dovrebbe regolare la gestione di un pubblico servizio da parte di un privato si trova a garantire molto più l'interesse di questo privato a scapito di quello della collettività, sia in termini di prestazione professionale resa che in quanto gravoso impegno economico a detrimento delle capacità economiche comunali e dei singoli utenti, il tutto favorito dall'assenza di una normativa nazionale univoca relativa ai servizi cimiteriali dal pressappochismo dimostrato dalla dirigenza comunale nonché dall'ala assembleare ed esecutiva dell'ente stesso. A quanto pare, questa vicenda è stata lasciata al suo destino nell'indifferenza e impreparazione generale considerata anche la delicata materia che lambisce le più intime dinamiche familiari, favorendo il tornaconto di pochi a scapito dell'interesse pubblico, stesse condizioni che prepararono il terreno al noto scandalo giudiziario locale "Metrobugia" nel quale il responsabile unico del procedimento era il medesimo.

"Alla luce dei risultati raggiunti si rivela vantaggioso per il Comune stipulare con il Concessionario un accordo transattivo che eviti il contenzioso legale, i cui esiti potrebbero essere particolarmente dannosi ed onerosi per l'Amministrazione", questa la conclusione di una nota indirizzata nel 2014 all'allora sindaco di Latina dal RUP Lorenzo Le Donne. Parole che appaiono più un consiglio di un "amico" che una valutazione tecnica".