E' un treno da non lasciarsi scappare che può valere lo stemma di qualità della consiliatura Coletta il percorso di incameramento dei fondi e di realizzazione del 17 interventi del bando per le periferie, un pacchetto da 18 milioni di euro comprensivo di infrastrutture, opere edilizie, progetti di mobilità e progetti immateriali per l'inclusione sociale. Un treno fatto però di vagoni complicati carichi di progetti incompleti ereditati dal passato, espropri e opere su tracciati da rivedere ma che tutta la squadra dirigenziale di urbanistica e lavori pubblici sta seguendo un passo dopo l'altro, con quell'attenzione millimetrica che non può sacrificare la qualità delle progettualità in corso di definizione sull'altare dei "parametri tempi e costi" e delle specifiche stringenti chieste da Palazzo Chigi. Lo dice a chiare il sindaco stesso nella lettera che ha scritto al Ministero e con cui ha chiesto, e ottenuto insieme ad altri Comuni, la proroga per la presentazione delle progettazioni definitive al 30 settembre (il termine previsto era il 3 luglio) scongiurando la perdita dei finanziamenti.

La lettera al Ministero

Nella lettera Coletta ha fatto leva sulla situazione di emergenza legata alle inchieste giudiziarie e allo svuotamento degli uffici sanati dall'arrivo dei nuovi dirigenti Lanzillotta e Cappiello solo ad aprile, la chiave di volta per dare slancio agli interventi. "Le vicende giudiziarie tutte afferenti a vicende delle precedenti consiliature hanno pesantemente inciso sul regolare funzionamento della macchina amministrativa dovendo disporre avvicendamento o sostituzione di figure dirigenziali apicali". Altro vulnus dei progetti messo per iscritto dal Comune è la presenza di interventi aggravati dalla non compiuta conformità urbanistica (però scelti con cognizione e infilati nel pacchetto ad agosto scorso) e dalla presenza di aree interessate da vincoli di natura paesaggistica che hanno bisogno di pareri degli organi preposti e che, in caso di bocciatura o di accoglimento con prescrizioni, comporterebbero un aggravio di costi che l'ente non può permettersi.

Pareri in differita e stato dei progetti

Tutte valutazioni accolte dal Ministero e corredate da un'apertura ancora maggiore: è stato chiarito ai Rup che a settembre andranno certificate le progettazioni definitive ed esecutive ma senza l'allegato dei pareri di enti terzi, una circostanza che avrebbe creato più di qualche problema con progetti come quello, ad esempio, di via Massaro, che prevede la pronuncia di 15 soggetti diversi. Al momento i due progetti più insidiosi sul fronte dei tempi sono proprio via Massaro che ha la delibera di approvazione del progetto pronta (e rimodulata senza i riferimenti di tracciato alla Mare monti e alla metropolitana che avevano causato lo stop della Regione) e con la valutazione a Valutazione di impatto ambientale da istruire di nuovo e l'intervento all'ex scuola di via Varsavia da un milione di euro che va perfezionata dal punto di vista urbanistico con il cambio di destinazione d'uso da scuola ad uffici. Cambio di destinazione d'uso da ottenere anche per il centro Le Tamerici (da impianto idrovore a centro polifunzionale) che insieme agli interventi del Garage Ruspi, della pista ciclabile di via Nascosa e della riqualificazione di viale Le Corbusier sono tutti con progettazione definitiva e delibera di giunta pronta. La scommessa è difficile e la quota è alta: l'unica cosa certa è che non si può sbagliare.