La consigliera Pd Nicoletta Zuliani rileva una serie di anomalie nelle varie decisioni sui rifiuti prese dall'amministrazione comunale di Latina. «L'amministrazione Coletta non è stata chiara e netta rispetto all'indirizzo da prendere sui rifiuti, non tanto dal punto di vista ideologico, ma dal punto di vista degli atti amministrativi. Con una maggioranza compatta come LBC si sarebbe potuto esprimere un indirizzo chiaro subito, già da dicembre, mentre la nebulosità e l'incertezza dell'amministrazione Coletta espongono oggi la città ad un ulteriore rischio contenzioso. Nel maggio 2015 il Consiglio comunale ha dato un indirizzo chiaro: esternalizzazione. E per me resta l'unico atto valido ad oggi. Sulla base di esso il commissario Giacomo Barbato ha proceduto a porre a gara il servizio. Poi arriva Coletta che sospende il bando con una nota inviata alla dirigente del servizio, in attesa del parere Anac. Parere che, quando arriva, dice che ci sono incongruenze ma anche che il Comune dovrebbe correggerle e ripresentare il bando. L'amministrazione però ha deciso di intraprendere un'altra strada, ossia la gestione diretta, prima in house e poi azienda speciale. Bene, è legittimo. Peccato che ciò non sia stato suffragato da atti». E qui Zuliani affonda il colpo. «La delibera di Consiglio dell'11 novembre 2016 che secondo Lbc cambia l'indirizzo sui rifiuti, in realtà non dà certezze. C'è scritto, testuale: "si rileva che l'attuale bando non corrisponde agli obiettivi programmatici di questa amministrazione sulla gestione dei rifiuti, la loro raccolta e riciclaggio, [quindi] l'ipotesi più idonea è senza dubbio la gestione in-house". Rimaniamo nel campo delle idee e delle opinioni, non degli atti chiari, tanto che nello stesso documento viene rimandato a tempi successivi il Piano Industriale e la relazione ex articolo 34 (documento che deve motivare il cambio di indirizzo che evidentemente ancora non è efficace). Quindi questa delibera non delibera un bel niente. Il 24 marzo 2017 (dopo la bacchettata dell'Anac) con la delibera di giunta nr.97/2017 la Giunta propone di deliberare in consiglio comunale un'altra forma di gestione del servizio rifiuti: l'Azienda Speciale, senza citare la revoca o l'annullamento delle precedenti due delibere di consiglio. Ricapitolando, oggi abbiamo tre atti: due di questi confusi e pasticciati e che dicono tre cose diverse: il primo l'esternalizzazione (affidamento a società esterna); il secondo la municipalizzata (l'ente gestisce il servizio); il terzo l'Azienda Speciale (l'ente costituisce un'azienda per perseguire uno scopo). Questo scenario pasticciato non farà bene alla città - conclude Zuliani - anzi presta il fianco a chi ritiene di essere stato danneggiato e questo renderà la nostra città più fragile».