Il teatro "D'Annunzio" sarà gestito dai privati. Lo ha deciso questa mattina il Consiglio comunale di Latina con i voti della maggioranza di Latina Bene Comune, voto negativo dalle opposizioni, approvando una modifica al documento unico di programmazione che prevedeva la gestione pubblica del teatro. L'affidamento sarà effettuato attraverso una gara pubblica dal valore di 100 mila euro all'anno per tre anni. Nel futuro bando ci saranno 40 giornate di spettacoli dal vivo, tra prosa, concerti e danza, 20 giornate saranno riservate all'amministrazione e 15 al Teatro dei Ragazzi. L'assessore alla Cultura Antonella Di Muro ha spiegato come "il bando sarà pubblicato il prima possibile affinché si possa avviare per tempo la prossima stagione. Guadagni e eventuali perdite saranno a carico del privato.

"La scelta di affidare ad un privato per tre anni la gestione del Palacultura con un impegno finanziario di 100mila euro è la dimostrazione della totale assenza di un progetto organico e definito sugli spazi culturali in città da parte della Giunta Coletta - dichiarano Enrico Forte, Nicoletta Zuliani e Massimiliano Carnevale del gruppo del Pd in Consiglio comunale che questa mattina in aula hanno espresso voto contrario alla proposta - Prima di decidere di affidare in concessione il teatro e la stagione – sottolineano i consiglieri – sarebbe stata utile una riflessione più approfondita e ampia su tutti gli spazi culturali della città, alcuni dei quali sono stati dati in gestione a privati da anni senza che il Comune abbia un ritorno economico. La proposta dell'amministrazione non ci consente di sapere quale è l'idea per il futuro, cosa giustifica tale scelta e quale percorso si intende seguire per arrivare, eventualmente, all'istituzione di una fondazione. L'affidamento ad un privato non risolve il problema dell'organizzazione delle attività culturali e teatrali: un ente gestore, infatti, deve essere soprattutto in grado di fare produzione che è l'unico strumento per trasformare quegli spazi in impresa culturale e in questo contesto anche la figura del direttore artistico diventa fondamentale per la riuscita di un'operazione del genere. L'amministrazione – proseguono gli esponenti Pd – sta affidando ad un soggetto privato uno spazio pubblico  praticamente al buio, senza sapere nulla della stagione teatrale: ci si sta privando di un bene della collettività e della facoltà di gestire e governare un settore importante come quello delle politiche culturali senza un progetto e in quadro di totale incertezza. E mentre in bilancio ci sono soltanto 20mila euro per le attività culturali, il Comune impegna 100mila euro per far gestire il teatro ai privati: senza considerare che Latina è inserita in Atcl, il circuito teatrale dei Comuni del Lazio, soggetto pubblico pagato con i soldi dei cittadini rispetto al quale non è dato sapere come si comporterà il futuro gestore del Palacultura. Una sorta di corto circuito – concludono Forte, Zuliani e Carnevale – per una proposta che non offre prospettive mentre l'unica strada percorribile resta quella dell'ente gestore partecipato all'interno del quale l'amministrazione possa definire un proprio progetto culturale per lo sviluppo e la produzione teatrale e più in generale culturale".