"Pressoché nessuno ha voluto dedicare almeno una parola alle migliaia di persone che si sono riunite presso i giardinetti pubblici già denominati Arnaldo Mussolini, per manifestare pacificamente. Manifestare non (come si vuol far credere) contro Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti di Pubblica Sicurezza caduti nelle stragi di mafia, ma contro quel Sindaco che, strumentalizzandoli, ha diviso la città per meri interessi politici ideologici". Un affondo senza mezzi termini quello di Movimento nazionale per la sovranità, ma anche una rivendicazione dell'impegno messo nella manifestazione di protesta di mercoledì scorso. Inoltre, quelli di Mn criticano anche coloro che invece di essere presenti hanno preferito restare a casa.

Nella nota, firmata da Angelo Tripodi, Sergio  Toselli e Gabriele Tecchiato, si legge: "Per Falcone e Borsellino volevamo il meglio, e hanno avuto il peggio. Manipolati per fini personali (forse il prode Coletta punta ad un collegio alla Camera o al Senato? oppure una marchetta da pagare a quella sinistra che dietro le quinte gli ha permesso un ballottaggio? ) da quanti, nonostante le reiterate smentite proferite in discorsi ufficiali, hanno voluto farne schermo per celebrare il proprio apogeo. Il Sindaco Coletta ha evidentemente dimenticato che a ogni apogeo segue un ineluttabile declino. A ricordarglielo sono ora i primi abbandoni (ma non primi) di quella che, se mai fu un'amministrazione civica, va ora sempre più configurandosi nella sua natura di spocchiosa oligarchia di sinistra. Quell'amministrazione che vede contraddetti impegni e obiettivi con i quali si era presentata. Parole, queste ultime, non nostre, ma di quel galantuomo che è il dimissionario assessore Antonio Costanzo, unico con un'esperienza amministrativa degna di essere chiamata tale.
Quanto poi, guardando agli improbabili generali da divano, che guidano eserciti di arditi da tastiera, generali senza eserciti e arditi senza fegato, che per pigrizia o ipocrisia sono rimasti a casa, dimentichi o ignari delle fatiche della militanza e che hanno in spregio il sudore della gente e la polvere della strada, non provano un moto di vergogna nel rivendicare, il giorno dopo, meriti che non hanno? Suggeriamo loro un serio esame di coscienza, un bagno di umiltà. La rivoluzione vera non riparte dai proclami da salotto, non riparte da loro, che non c'erano. Riparte dalle migliaia di persone presenti al Parco Già Arnaldo Mussolini oggi Falcone Borsellino. Riparte da chi – in piazza, insieme con i cittadini – c'era. Il resto, direbbero dalle parti dell'attuale amministrazione cittadina, che molto ne abbonda, è fuffa, o come direbbe Califano, è noia"