Su qualsiasi decisione politica e sugli orientamenti di Coletta e del movimento alle prossime scadenze elettorali deciderà l'assemblea dei soci. E' il primo punto fermo messo nel corso della riunione del direttivo di Lbc tenutasi lunedì sera nella sede del movimento, un passaggio chiaro ribadito per sgombrare il campo dalle voci sempre più insistenti che vedevano Coletta tentato dalla sirene politiche nazionali dopo la presenza a Piazza Santi Apostoli con Pisapia e Bersani e i contatti frequenti con la Boldrini culminati con la sua presenza all'intitolazione dei giardinetti. Il messaggio lanciato e ribadito dallo stesso sindaco nel corso dell'incontro interno, al di là dei facili ammiccamenti alla sinistra, è che la città viene prima di tutto e l'ammirazione per Latina a livello nazionale deve essere motivo di rafforzamento e vanto, ma senza andare oltre perché sarebbe un evidente errore di strategia che un movimento nato e reso forte dal civismo si legasse ad un simbolo partititico. La trasversalità è il valore politico che Lbc deve recuperare dal momento che su questo fronte ha registrato, con gli ultimi eventi, un passo indietro coinciso con una identificazione più marcata nell'alveo della sinistra.
Sul fronte degli appuntamenti elettorali nel 2018 però gli occhi puntati sulla civica e le recenti affermazioni del segretario provinciale del Pd Salvatore La Penna offrono quasi naturalmente la sponda a più di qualche riflessione in "comune" ma molto dipenderà, secondo quanto si sussurra all'interno, da come si muoverà Zingaretti. L'ipotesi più probabile, per ora non esplicitata, è quella di un nome espresso da Lbc in una lista civica a sostegno del presidente uscente, un passaggio quasi obbligato a fronte della mano tesa della Regione su molti tavoli aperti del capoluogo. "Non dobbiamo perdere di vista l'obiettivo di mantenere rapporti istituzionali con altri enti – è stato detto nell'incontro - dialogare con tutti deve restare la nostra forza".

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (26 luglio 2017)