Il sindaco di Fondi Salvatore De Meo ha un posto già prenotato in Forza Italia nella corsa alla Camera dei deputati. Stando a indiscrezioni, il primo cittadino è lanciato verso la nuova sfida, col placet del coordinatore regionale del partito azzurro, il senatore di Fondi Claudio Fazzone, e in pieno accordo con la linea di ringiovanimento delle liste chiesta dal leader Silvio Berlusconi. Il ritratto del candidato ideale tracciato nelle ultime uscite pubbliche dal Cavaliere calza a perfezione alla figura di De Meo. Berlusconi ha chiesto candidati giovani ma con una buona esperienza alle spalle e che si presentino come volti nuovi ai piani alti del Governo. Meglio ancora se possono contare su una base elettorale solida. Il sindaco di Fondi si specchia perfettamente in questo ritratto. A 46 anni ha già ricoperto la carica di sindaco per due volte, la seconda è quella ancora in corso. Eletto per la prima volta in Consiglio tra le file di Forza Italia nel 2001, ha compiuto senza cambi di casacca il cursus honorum della politica locale, passando anche per i banchi del Consiglio provinciale, fino all'elezione a sindaco nel 2010. Ricandidato a primo cittadino due anni fa, ha stravinto le elezioni con un favore che ha sfiorato il 70% dei consensi. Giunto al suo secondo mandato, non potrebbe ricandidarsi. E anche questo potrebbe aprire le porte all'esperienza alla Camera.
La nuova sfida, che arriva a metà mandato, aprirebbe però nuovi scenari. Indiscrezioni a parte, anche solo l'ipotesi di una candidatura non può non aprire una campagna elettorale che almeno per adesso si muove sotto traccia. Il primo cittadino infatti dovrebbe dimettersi dalla carica di sindaco per partecipare alla tornata elettorale. Nel momento in cui accettasse la candidatura, a un mese e mezzo dalle elezioni, la sua poltrona diventerebbe incompatibile. Stando alle regole, se si andasse alle urne con la scadenza naturale della legislatura (a cavallo tra febbraio e marzo 2018) il primo cittadino avrebbe ancora pochi mesi di governo. Lo stesso vale se si andasse a elezioni anticipate, magari già in autunno. Con un quadro ancora così indefinito e con la pausa estiva che incombe, non è semplice delineare un quadro già adesso. Non si sa quando si voterà, se a scadenza naturale nel 2018 oppure prima. Né sono state definite alleanze, liste, schieramenti. Eppure l'argomento andrà affrontato e neppure troppo tardi perché con una candidatura del sindaco si apre una procedura ben precisa per l'ente locale. Il sindaco deve dimettersi e la giunta resta in carica. Le funzioni rimangono in capo al vicesindaco - che nel caso specifico è Beniamino Maschietto - a cui verrebbe affidato il compito di traghettare il Comune fino alle elezioni, da svolgersi la prossima primavera a tre anni dall'elezione del 2015 e, quindi, a poco più della metà del mandato naturale.