Domani pomeriggio (31 luglio 2017), alle 18, torna a riunirsi il Consiglio comunale di Priverno. Tra i pochi punti all'ordine del giorno, sicuramente oggetto di animato dibattito sarà il secondo: "Controllo elettronico della velocità mediante postazioni fisse sulla strada regionale 156 Monti Lepini e presidiate". In verità, il dibattito, in città, è già iniziato e, sulla vicenda, ieri si è espresso l'esponente di Agenda per Priverno, Federico D'Arcangeli. Partito dal presupposto che Priverno è uno dei pochi Comuni a non averne ancora nessuno attivo, a fronte di chi, in questi anni, con le multe ha quasi risanato il proprio bilancio (in verità per anni ne sono stati in funzione due, ndr), D'Arcangeli sottolinea come, proprio in questi giorni, insieme alla nuova legge, che ha reso più severe le pene per i trasgressori di alcune norme del Codice della Strada, il ministro dell'Interno Marco Minniti abbia inviato una circolare-direttiva ai Prefetti con un invito preciso: "Non fate cassa con gli autovelox". Il senso - sottolinea D'Arcangeli - è molto chiaro: "Non utilizzate uno strumento che dovrebbe servire ad aumentare la sicurezza sulle nostre strade come un mezzo per coprire i buchi dei vostri bilanci". E questo - chiosa l'esponente di Agenda per Priverno - si fa mettendo in campo risorse, strumenti e misure utili a ottenere comportamenti virtuosi da parte degli automobilisti, informazione-educazione e, quando necessario, repressione per sconfiggere abitudini pericolose per sé e per gli altri, presenza attiva degli operatori sul territorio, maggiore e migliore segnaletica stradale. In sostanza, a questo - insiste Federico D'Arcangeli - devono servire le risorse che, presumibilmente, arriveranno dall'impianto che si deciderà di installare. Ma per far questo - è sempre l'esponente agendino a parlare - c'è bisogno «di una chiara volontà politica di orientare in questa direzione l'attività della polizia locale». In ogni caso, sembrerebbe che sia volontà degli amministratori procedere all'installazione di tre impianti fissi: due da riposizionare lì dov'erano prima, quasi al confine con Prossedi, e uno dopo l'uscita dalla galleria "Di Trapano", direzione Frosinone. Si parla anche di una struttura mobile.