Mentre la stagione estiva è vicina al giro di boa con l'ultimo mese da giocare, per stabilimenti ed attività commerciali il procedimento urbanistico che potrebbe ridare slancio all'economia della marina e rimettere in testa i sogni di chi vuole destagionalizzare le strutture, vincoli urbanistici permettendo, giace in un cassetto. Parliamo del Pua, il piano di utilizzazione dell'arenile che disciplina strutture commerciali e punti di ormeggio, non ancora approvato per i ritardi nelle procedure amministrative del Comune che non aveva provveduto a istruire la Vas, la valutazione ambientale strategica richiesta dalla Regione. L'amministrazione Coletta aveva finalmente posto rimedio ad una grave inadempienza ereditata dal passato con la determina di affidamento della procedura per la Vas, ma questo accadeva un anno fa e oggi nulla, o quasi, si è mosso. Al punto che il Rup di questo procedimento risulterebbe ancora il dirigente Ventura Monti, il padre putativo del Pua approvato sotto la consiliatura Di Giorgi, ma indagato nell'ambito dell'inchiesta Olimpia (coinvolto anche nei procedimenti per la Variante Piave e in quello delle tribune per lo stadio Francioni) e sospeso dal servizio da quasi un anno. Già in un vecchio question time non erano state rese ben chiare le ragioni per cui il simbolo di una politica "macchiata" dall'ombra delle inchieste e opposta a quella della nuova amministrazione abbia ancora intestato un procedimento importante per quel litorale dalle occasioni perse e dallo sviluppo dissennato in attesa di riscatto. In seduta consiliare l'assessore Capirci aveva spiegato che la definizione dell'adeguamento del Pua alle nuove normative era stata affidata agli uffici, ma con alcuni problemi.