«Sporca bastarda». Così l'assessore di Pontinia Luigi Subiaco ha definito sui social network la presidente della Camera Laura Boldrini. Un'esternazione sulla scia di altre a dir poco "colorite" sempre a firma dello stesso assessore, ma che ieri ha suscitato reazioni. Quantomeno in parte della minoranza, visto che dalla maggioranza l'unico ad aver preso ufficialmente le distanze fino a ieri sera è stato l'assessore Matteo Lovato. 

In una nota a firma dei consiglieri Daniela Lauretti, Simone Coco e Paolo Torelli, i tre rappresentanti dell'opposizione definiscono «non commentabili» le parole di Subiaco e chiedono al sindaco Carlo Medici di adottare provvedimenti. «Insultando in modo tanto becero Boldrini, Subiaco – scrivono – ha insultato il nostro Paese, se bene o male rappresentato è altro discorso, i cittadini che dovrebbe rappresentare a Pontinia e il popolo italiano tutto. Un conto è non condividere un'idea o una posizione politica, un altro è offendere». I tre consiglieri ricordano poi gli altri post "sopra le righe" a firma di Subiaco, tra cui quello dopo l'attentato terroristico di Londra («Ennesima strage islamica a Londra. Una città europea che sceglie per sindaco un islamico si merita questo e molto di più»).
«Di fronte a tutto questo, richiamiamo alla responsabilità il sindaco di Pontinia Carlo Medici, al quale chiediamo di revocare l'incarico di assessore a Luigi Subiaco. O forse il sindaco e la maggioranza del Pd vogliono proseguire come se nulla fosse, derubricando a "bischerate" le continue esternazioni dell'assessore? A nostro avviso – aggiungono – il sindaco lo deve ai cittadini. Lo deve a quell'istituzione che rappresentiamo e che non merita di essere in alcun modo infangata».
Dalla maggioranza nessuna reazione. Unica eccezione l'assessore Matteo Lovato, che su Facebook ha scritto: «Prendo ufficialmente le distanze dalle dichiarazioni del collega di giunta Luigi Subiaco. Tutto ciò, oltre che amareggiato, mi lascia sorpreso, in quanto rilevo uno scollamento totale tra il comportamento dell'assessore in giunta -sempre aperto al dialogo ed equilibrato- e quanto invece scrive sui social. Tali affermazioni sono insopportabilmente stridenti con i miei valori politici e del partito che rappresento, contrarie ad ogni rispetto istituzionale ed etico di ciò che siamo chiamati a fare nel ruolo che abbiamo».