Al di là delle dichiarazioni, tra la maggioranza che amministra il Comune di Priverno e l'opposizione, i rapporti non sono stati mai idilliaci. Anzi, tanto a livello di commissioni, quanto di Consiglio comunale, non è mai passata una seduta senza sottolineature, scontri e polemiche. Dall'una come dall'altra parte. Questa volta è la Lista Macci (consiglieri Umberto Macci e Marcello Vellucci) a sottolineare alcune situazioni, a detta dei due, strane. Macci e Vellucci si riferiscono ad alcune determine di vari Servizi o Dipartimenti che presenterebbero delle incongruenze. E citano, ad esempio, la quota annuale dell'Anci, la pulizia delle aree verdi, un rimborso tributario e vari compensi. «Incredibilmente - si legge nella nota - negli atti si citano dei servizi erogati da ditte, ma se ne liquidano altre. Invece, in una determina non è riportata la copertura finanziaria. Balza all'occhio il pagamento della fattura relativa alla cooperativa che gestisce le aree verdi, che presenta una fattura datata 11 luglio per lavori eseguiti fino al 19 dello stesso mese. E ciò viene riportato in determina». Anche se, in verità, va detto che nella stessa determina si legge che «dal primo Stato di Avanzamento dei Lavori redatto dall'Ufficio in data 19 luglio 2017 risultano effettivamente eseguiti lavori per 25.341,88 euro». La nota della Lista Macci si sofferma poi su alcuni rimborsi tributari risalenti alle annualità 2012-2013, la cui competenza istruttoria sarebbe «in capo al concessionario e non al Comune». Anche qui andrebbe verificata attentamente la vicenda, perché da qualche mese il servizio tributi è gestito direttamente dal Comune. Ma «l'apice dell'assurdo - prosegue la Lista Macci - viene raggiunto per il pagamento della quota annuale all'Associazione nazionale dei Comuni italiani: il responsabile dà mandato alla liquidazione, ma nell'atto si dispone il pagamento di una ditta per servizi». Nel corpo di questa determina si parlerebbe di due cifre discordanti: una somma impegnata di 2.000 euro quale quota associativa e una liquidazione di 4.777,52 euro. Errori tecnici o no, in ogni caso, qualche chiarimento pare d'obbligo.