Niente revoca della delibera approvata dal Consiglio comunale di San Felice Circeo sull'esame delle condizioni di candidabilità e compatibilità degli eletti. E a questo punto per gli esponenti del gruppo di minoranza "Verso il Domani" gli atti sono da inviare in Prefettura e in Procura. È stato detto in modo chiaro e con un esplicito invito rivolto al segretario comunale nel corso dell'assise civica che si è tenuta mercoledì sera.
Tra i punti all'ordine del giorno ce n'era uno voluto dalla minoranza e che riguardava appunto la proposta di revoca in autotutela della già citata delibera approvata il 29 giugno in occasione del primo Consiglio comunale. In quell'occasione i consiglieri comunali Eugenio Saputo, Egidio Calisi e Luciano Magnanti hanno sollevato dubbi sulla compatibilità di Giuseppe Schiboni, Monia Di Cosimo, Vincenzo Cerasoli e Rita Petrucci. Per i primi tre per un ricorso pendente al Tar e per l'ultima, invece, per la carica ricoperta nel direttivo della Pro Loco. Situazioni, queste, poi rimosse con le dimissioni di Petrucci e con la rinuncia del sindaco, del vicesindaco e dell'assessore al ricorso davanti al Tribunale amministrativo per gli atti del dissesto finanziario. Ma il capitolo per la minoranza non era chiuso.
Secondo i consiglieri di "Verso il Domani" l'assise avrebbe dovuto procedere con la revoca in autotutela. Venivano infatti contestate delle presunte irregolarità, tra cui il fatto che al momento dell'approvazione dell'atto non erano state eliminate le cause dell'ipotizzata incompatibilità. La proposta di delibera è stata bocciata: otto contrari, tre voti favorevoli (Saputo, Calisi e Magnanti) e un astenuto (Stefano Capponi).
A quel punto i consiglieri comunali di minoranza hanno richiesto al segretario comunale di inviare la documentazione sia alla Procura che alla Prefettura.