"La surreale e grottesca vicenda amministrativa che in questi giorni ha portato l'amministrazione Coletta a chiudere il PalaBianchini, è solo la cartina di tornasole dei dati pubblicati qualche giorno fa da 'Il Sole 24 Ore' sullo stato dello sport che vede Latina al 62esimo posto tra i capoluoghi di provincia, in netta discesa rispetto allo scorso anno." Lo affermano in una nota i coordinatori di Alleanza per latina Gabriele Stabile e Alessandro Ciammaruconi. 

"Un trend negativo di certo favorito dalle disastrose politiche messe in campo nell'ultimo anno da Coletta e dai suoi assessori proprio nei riguardi dello sport: da quello di base a quello agonistico con l'unica eccezione del Latina Calcio che il sindaco ha voluto plasmare a sua immagine e somiglianza per assecondare la sua sete di visibilità mediatica.

Sono dunque sotto gli occhi di tutti i problemi causati alle società sportive di base, quelle che operano nei borghi e nelle periferie della città, tartassate dalla richiesta di canoni esosi per l'utilizzo degli impianti, senza tenere in alcuna considerazione la funzione sociale svolta in realtà di frontiera spesso disagiate.

Così come è inutile far finta di nascondere i danni causati alle società di pallanuoto dall'inerzia nell'affrontare il contenzioso con il gestore della piscina: una non scelta che ha portato alla chiusura dell'impianto e costretto chi pratica questo sport ad utilizzare le strutture di altri comuni limitrofi.

A giugno poi, invece di lavorare per la messa in sicurezza del PalaBianchini, il sindaco ha impiegato tutto il suo tempo e le sue energie unicamente nei confronti del calcio, nel tentativo di forgiare una società dove lui potesse essere il dominus assoluto. Per questo motivo, nonostante la disponibilità di un imprenditore serio e motivato come Antonio Pezone, si è ben guardato prima dallo schierarsi al suo fianco nella battaglia in Federazione per trasferimento del titolo di lega Pro nel capoluogo; poi ha mosso tutta la sua influenza per estromettere i suoi rappresentanti dalla società che disputerà la serie D.

Una chiusura netta ad energie imprenditoriali pronte ad investire nel capoluogo senza chiedere nulla in cambio, se non la possibilità di usufruire del palcoscenico del Francioni. Uno stadio che il progetto di Pezone prevedeva di riportare a nuova vita e che, oggi nessuno lo dice, ma sconta tutto l'abbandono dell'estate con un manto erboso in pessime condizioni, tanto da costringere la neonata squadra nerazzurra a disputare in trasferta le prime partite della stagione.

In ultimo la vicenda del PalaBianchini, su cui si è detto già tanto, con i presidenti delle più blasonate squadre del capoluogo che hanno invitato Coletta a fare mea colpa se non a dimettersi, citiamo testualmente, 'per manifesta incapacità': lui, o quantomeno l'assessore delegato e il capo di gabinetto.
Una vicenda ancor più grave alla luce dei 450.000 euro per la messa in sicurezza lasciati dal Commissario Barbato e mai utilizzati da un'amministrazione che non ha trovato il modo di assegnare l'incarico per la progettazione dell'intervento.
Un'amministrazione capace invece di recuperare nelle pieghe del bilancio 39.000 euro per far redigere un mero 'copia incolla' dello statuto dell'azienda speciale di Napoli da utilizzare per la nascita della nuova azienda dei rifiuti.

Dopo che Coletta lo scorso anno incontrava trionfalmente il Presidente del Coni Malagò, assicurando addirittura la disponibilità della città ad ospitare le Olimpiadi rifiutate da Roma, oltre che per 'parlare di associazionismo sportivo di base e dei progetti futuri', ci troviamo oggi davanti ad una vera e propria Caporetto.
Una situazione che non può che farci rimpiangere, come raccontato in conferenza stampa dal presidente Falivene, l'azione amministrativa dell'ex sindaco Zaccheo che in poco meno di un mese mise a norma il Palasport, portandone la capienza a 2500 spettatori per permettere lo svolgimento del primo campionato di serie A di basket nella storia della nostra città. Allo stesso modo in cui lavoro per permettere la disputa dei campionati di Volley di serie A1 e quelli di Calcio a 5 di serie A.

È con la presenza, l'impegno quotidiano e il lavoro per la comunità che si amministra una città come Latina, non andando in vacanza e lasciando che siano gli uffici a sobbarcarsi i ritardi e le amnesie della nuova politica del 'Bene Comune'.

Se dopo un anno e mezzo Latina è in preda al degrado, che tutti vediamo sotto i nostri occhi, e per di più scende anche nell'indice di sportività nazionale e allontana i suoi giovani dalla pratica sportiva, la responsabilità è del primo cittadino e della sua amministrazione".