Sono sei i parlamentari pontini che, dallo scorso 15 settembre, hanno maturato il diritto a una pensione aggiuntiva (polemicamente intesa vitalizio, anche se non lo è). Si tratta di Federico Fauttilli, Claudio Moscardelli, Pasquale Maietta, Cristian Iannuzzi, Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni. Gli altri due parlamentari pontini, ossia Claudio Fazzone e Sesa Amici, già avevano maturato in passato il diritto alla pensione da parlamentare, avendo delle Legislature alle spalle.
Questa settimana ha segnato un traguardo importante per molti deputati e senatori. Ben 608 parlamentari hanno infatti maturato il diritto alla pensione. Un traguardo molto atteso per i tanti eletti che con la XVII legislatura sono entrati per la prima volta in parlamento. Tra di loro ci sono i sei pontini. Curioso il caso del senatore Giuseppe Vacciano, il quale da anni prova a rassegnare le dimissioni ma senza successo. Uno dei suoi obiettivi era appunto quello di non arrivare a maturare il diritto alla pensione da parlamentare. Forse sceglierà di seguire i suoi ex colleghi del M5S che hanno presentato una lettera con la quale intendono rinunciare al trattamento pensionistico. Chissà se funzionerà.
Come detto è errato chiamarli vitalizi dal momento che il Parlamento stesso ha modificato quel sistema che tanto ha alimentato il sentimento anti casta dei cittadini. Quello maturato dai parlamentari è un trattamento pensionistico, comunque privilegiato rispetto ai normali cittadini. Infatti la normativa per deputati e senatori prevede che maturino il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età purché abbiano portato a termine almeno 5 anni effettivi di mandato parlamentare nella loro vita. Per ogni anno di mandato ulteriore, l'età richiesta per il conseguimento del diritto è diminuita di un anno, con il limite all'età di 60 anni.