Il Peg - Piano esecutivo di gestione per l'esercizio finanziario 2017 approvato lo scorso 6 settembre dalla giunta comunale potrebbe diventare una sorta di boomerang. E' quanto credono gli esponenti delle minoranze, che già lo scorso 23 agosto avevano protocollato una nota diretta a sindaco, giunta, consiglieri, ma anche organi di valutazione e revisori dei conti, nella quale facevano notare come l'ente non avesse approvato lo strumento, che normalmente si deve approvare entro venti giorni dal Bilancio, che lo stesso ente aveva approvato lo scorso 12 aprile, uno degli ultimi atti della consiliatura di Andrea Campoli.
La situazione è più complicata di quanto si possa pensare. L'atto, infatti, non era stato approvato nei tempi previsti, tanto da costringere le minoranze a chiedere il motivo di questo ritardi e ad ipotizzare che gli atti successivi, i primi dell'era Di Raimo, potessero addirittura essere illegittimi. I consiglieri di opposizione avevano posto l'accento, nella nota protocollata lo scorso 23 agosto, sulla presunta illegittimità di alcune assunzioni (senza il Piano Esecutivo di Gestione non sarebbero state possibili) e, soprattutto, sulla valutazione delle performance per i dirigenti comunali, altrettanto illegittime stando a quanto sostenuto dalle minoranze, che avevano inserito nell'atto diverse sentenze della Corte dei Conti, ipotizzando perfino un ipotetico danno erariale. L'ente si è giustificato sostenendo che le elezioni amministrative per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale hanno inevitabilmente condizionato i tempi di realizzazione e approvazione del Piano Esecutivo di Gestione, costretto ad attendere la definizione delle nuove Linee di mandato, come trasfuse nel DUP approvato in consiglio lo scorso 27 luglio, ai fini dell'elaborazione degli obiettivi strategici e, più in generale, dell'individuazione degli ambiti di interesse della nuova amministrazione per la definizione delle attività da ritenere rilevanti per la valutazione dei risultati gestionali. Ma la vicenda potrebbe non finire qui.