Da una parte la consigliera comunale Nicoletta Zuliani che parla di difendere il diritto al controllo e alla trasparenza nei termini di legge lamentando un accesso agli atti "ritardato" per questioni di privacy, dall'altra il sindaco che dà la sua spiegazione dell'accaduto ed interpreta il gesto e le polemiche come segni di un mancato rispetto dell'educazione e dei ruoli istituzionali. I confini della trasparenza a Palazzo diventano materia di un confronto verbale a distanza tra la consigliera comunale del Pd ed il sindaco. Tutto è nato da una nota della consigliera, che è anche presidente della commissione Trasparenza, nel quale si lamentava che una richiesta di accesso agli atti sulle procedure di scelta del nuovo dirigente all'ambiente Sergio Cappucci non era stata ancora evasa perché motivata dalla segretaria generale Rosa Iovinella come subordinata al consenso dei controinteressati, ovvero gli altri candidati che avevano partecipato alla procedura di selezione del Comune. Zuliani aveva scritto: "Ritengo grave che un segretario generale subordini l'accesso agli atti di un consigliere comunale al consenso di una terza parte.  Riferendosi ad una normativa non applicabile ai consiglieri comunali, mi è stato comunicato che la mia richiesta non poteva essere subito evasa perché gli interessati dovevano prima dare il consenso.
Beh, che una tale risposta venga proprio dal Responsabile Anticorruzione di un Ente mi fa davvero pensare…". 

Il sindaco ha replicato nella trasmissione di Radio Luna: "Nessuno ha negato l'accesso alla consigliera Zuliani, la segretaria per eccesso di prudenza ha ritenuto doveroso avvertire i candidati di questa procedura dal momento che si parlava di curriculum con dati sensibili. Non condivido il putiferio mediatico scatenato dalla consigliera. Il diritto di accedere agli atti è sacrosanto ma lo è anche quello al rispetto dei consiglieri delle figure istituzionali e dei ruoli quale è quello della segretaria generale. Non nego la libertà di critica ed è legittimo il controllo, ma ci sono tanti canali più rispettosi  per manifestare il dissenso e in questo caso bastava andare in segreteria e chiedere conto dei documenti che poi sono stati dati". Coletta ha difeso anche il ruolo della Iovinella: "La segretaria è rigorosa nel rispetto delle procedure e ha una grande professionalità che le viene riconosciuta anche a livello nazionale. Ci vuole buona educazione e senso civico mentre vedo, e parlo in generale, anche sui social tanti violenti che urlano a dispetto di una maggioranza silenziosa". La replica della Zuliani, che ha segnalato la vicenda dell'accesso ai documenti "ritardato" al Prefetto, non si è fatta attendere. Sempre su facebook la Zuliani ha scritto: "Io non ho mai detto che mi è stato negato l'accesso agli atti: ho detto invece che la segretaria generale ha subordinato l'accesso agli atti di un consigliere comunale al consenso di una terza parte e opporre la privacy al diritto di accesso di un consigliere non è previsto da nessuna legge, lo dice anche il Consiglio di Stato, nella sentenza del 2 settembre 2005, n. 4471. Queste sono le date: - 4 sett. presento richiesta di accesso - 7 sett. SG risponde dicendo che vanno prima sentiti i controinteressati - 18 sett. scrivo al Prefetto - 19 sett. sono pronti i documenti. I fatti sono questi e FB non è dei violenti. E' un terreno aspro e aperto, questo sì. E' addirittura fortemente suggerito dal Ministero della PA come mezzo per la trasparenza e comunicazione tra ente e cittadino… #PAsocial. Non sono una violenta ma difendo il diritto al controllo e alla trasparenza nei termini di legge. Quelli giusti".