Le intenzioni erano buone, i tempi lo impongono ma le condizioni per un dialogo aperto senza sospetti e congetture che dovrebbe nascere tra Pd ed Lbc non sono mature. E' questa l'impressione netta ricavata dal confronto-dibattito tra i due segretari di Pd ed Lbc Alessandro Cozzolino e Pietro Gava, le due formazioni politiche unite dall'avversione al centrodestra e dalla prospettiva di una sponda comune per le regionali (confermata anche dalle parole di Zingaretti), ma cristallizzate nella loro condizione di opposizione e maggioranza come blocchi distinti dopo un anno molto litigioso sul piano politico. Nell'ambito della festa democratica dell'Unità e moderati da Graziano Lanzidei, i due segretari si sono limitati ad uno scambio di idee sulla città che si è mosso per grandi sistemi e dichiarazioni di principio, ma che è sembrato lontano da proposte concrete di riavvicinamento su un terreno comune. L'invito ad un dialogo era arrivato dal Pd ma come aveva detto Gava nella sua lettera aperta il confronto ognuno "dal suo punto di vista" era necessario, ma la verifica della possibilità di prendere impegni pubblici con l'opposizione per ora è un timido passaggio. Si è partiti dalla manifestazione per la legalità di ottobre 2015, lo spartiacque per una città che segnava la sua distanza dalle inchieste e dal malaffare, un terreno facile di incontro su cui i dem hanno saputo fare anche autocritica. "Il Pd è stato determinante per contribuire a dare la scossa alla città – ha detto Cozzolino - ma non siamo stati bravi a raccogliere il frutto di quello che avevamo seminato". "L'immagine di legalità che Latina ha trasmesso ci fa guardare dalla nazione in altri modi – ha aggiunto Gava – deve essere un patrimonio comune ma lo è anche il seme della partecipazione e dell'apertura alle donne".