C'è un documento mancante negli atti relativi alla vicenda della gara europea dei rifiuti annullata dal Comune di Latina. Si tratta di una lettera inviata dall'ex dirigente del settore Ambiente al collega del settore gare datata 31 luglio 2017. Un atto che sarebbe stato negato tanto da spingere la consigliera comunale del Pd Nicoletta Zuliani, presidente della cmmissione Trasparenza, a presentare un esposto in Procura contro l'attuale dirigente Sergio Cappucci. Quest'ultimo è accusato da Zuliani di non aver messo a disposizione un atto amministrativo fondamentale sulla questione annullamento gara rifiuti. Si tratta della nota inviata dal dirigente Francesco Passaretti in data 31 luglio 2017 e indirizzata all'ufficio Gare e Contratti.

"A seguito di un diniego di visione di un unico atto amministrativo dirimente la questione annullamento gara rifiuti, ho scritto alla Responsabile Trasparenza del Comune di Latina, la dott.ssa Iovinella, all'Assessora alla Trasparenza Briganti e al Presidente del Consiglio Comunale Colazingari. La trasparenza è un valore imprescindibile e che non cambia con i colori politici che si avvicendano al governo delle cose. Se un atto esiste e un consigliere chiede di visionarlo, o un presidente di Trasparenza lo reputa necessario nella commissione in pieno svolgimento, la risposta non può essere che immediata, come la legge impone. E' al fine di tutelare questo diritto fondamentale alla conoscenza attraverso la trasparenza che mi vedrò costretta ad andare fino in fondo presentando un esposto in procura"

Ecco la nota integrale di Zuliani: "Gentile Responsabile Anticorruzione e Trasparenza,
con questa nota La informo che in data 2 novembre poco prima l'inizio della
Commissione ho avanzato richiesta all'ufficio ambiente di invio della nota inviata dal
Dirigente Passaretti in data 31 luglio e indirizzata all'ufficio Gare e Contratti. Detta nota
fa parte di una richiesta più articolata formulata dalla Commissione Trasparenza e che il
dirigente non ha potuto produrre nei tempi richiesti che ne prevedevano l'analisi nella
commissione del 2 novembre 2017. Durante lo svolgimento della Commissione
Trasparenza ho fatto personalmente richiesta di invio del documento in questione con
una telefonata al Dirigente Cappucci, ma il dirigente negava l'invio rivendicando di
doverlo fare nei termini previsti dalla legge. Il dirigente risultava infatti assente alla
commissione a cui era stato regolarmente invitato a partecipare, motivando la sua
assenza per ragioni "gestionali e funzionali al Servizio Ambiente" facendo così mancare
una parte importante all'azione di verifica dell'iter riguardante l'annullamento della gara
per la gestione dei rifiuti urbani.
Alle ore 17:15, a la sottoscritta, in qualità di Presidente della Commissione Trasparenza,
si è personalmente recata c/o gli uffici del Settore Ambiente per prendere visione della
nota la quale potrebbe contenere informazioni dirimenti la questione procedurale
eccepita in sede di commissione che costituisce pertanto atto di grande rilevanza per
l'espletamento di funzioni politiche dato che riguarda un procedimento attualmente al
vaglio del TAR per ricorso da parte di un'azienda privata.
Non devo ricordarLe che l'articolo 43, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267 riconosce in modo puntuale ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici
del comune tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all'espletamento del
proprio mandato.
Il diritto di accesso da parte dei componenti di un organo elettivo si esercita in maniera
immediata.
La mia richiesta è stata formulata, in maniera specifica e dettagliata, recando l'esatta
indicazione degli estremi identificativi dell'atto con gli elementi che ne consentivano
l'individuazione in modo pronto e veloce come espresso dal Consiglio di Stato, sez.
V, nella sentenza dell'11 febbraio 2014, n. 648, la quale richiama, a propria volta, la
sentenza del medesimo giudice, sez. V, del 13 novembre 2002, n. 6293.
Esimendomi dalla richiesta di copia cartacea, mi limitavo, per facilitare il compito, a
richiedere la semplice visione della nota protocollata dal servizio in data 31 luglio 2017
anche solo su schermo PC: una richiesta che facilmente poteva essere evasa
dall'addetto al protocollo elettronico a quell'ora ancora presente negli uffici, e non
necessariamente dal dirigente.
Alla mia richiesta di visione immediata il Dirigente ha dichiarato che la nota del 31 luglio
2017
"sarà fornita in visione e copia dietro convocazione e comunque nei termini
previsti dalla legge."
Riporto quanto espresso dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi,
parere del 17 gennaio 2012.
È necessario che il Comune garantisca l'accesso al consigliere comunale
nell'immediatezza, e comunque nei tempi più celeri e ragionevoli possibili
(soprattutto nei casi di procedimenti urgenti o che richiedano
l'espletamento delle funzioni politiche). Qualora l'accesso non possa essere
garantito subito (per eccessiva gravosità della richiesta), rientrerà nelle facoltà
del responsabile del procedimento dilazionare opportunamente nel tempo il
rilascio delle copie, ferma restando la facoltà del consigliere comunale di
prendere visione, nel frattempo, di quanto richiesto negli orari stabiliti presso gli
uffici comunali competenti, anche con mezzi informatici'.
Non ritengo la mia richiesta gravosa: aveva invece carattere di urgenza per
l'espletamento di una funzione politica ed istituzionale. Il mancato rilascio o il
diniego di visione immediata comporta, infatti, che i tempi e le modalità dell'azione
politica siano decisi dalla parte gestionale con usurpazione delle competenze
inibendo i diritti politici e di controllo dei consiglieri tutti e di minoranza in
particolare. Soprattutto quando si impedisce in tal modo il legittimo esercizio politico di
un organo istituzionale previsto da specifica norme di legge primaria TUEL quale la
Commissione di Garanzia e Trasparenza e soprattutto quando la richiesta proviene dal
suo Presidente al fine di proseguire i lavori della stessa. La condotta posta in essere
costituisce possibile ipotesi di condotta contra legem penalmente rilevante e di eccesso
di potere.
La invito, pertanto, a sollecitare il Servizio Ambiente ad ottemperare a quanto sopra
richiesto immediatamente, o mi vedrò costretta a difendere questo diritto ricorrendo
anche alle competenti Autorità Giudiziarie per gli eventuali profili di condotte omissive.
Ricordo che la mancata ostensione dell'atto, infatti, può costituire un'ipotesi delittuosa di
cui all'articolo 328 c.p.