Potrebbe risultare insidiosa, più di quanto si ipotizzava inizialmente, la vicenda legata alle proroghe del trasporto pubblico locale e alla gara da 23 milioni e mezzo di euro bandita e oggetto di un ricorso al Tar. Sul già accidentato percorso dei bus che ancora non trovano la strada di un affidamento europeo dopo sette anni di proroghe, si è innestato l'esposto denuncia presentato in Procura da Aldo Doria, funzionario dello Stato oggi al Ministero per lo sviluppo economico chiamato, congedato da Coletta dopo aver prestato il suo contributo per lo start up dell'impresa civica di Lbc. Che la sua vicenda sarebbe finita a carte bollate non era difficile immaginarlo. Il preludio è quell'accesso agli atti, dalla cui lettura si evincono anche le motivazioni che potrebbero essere alla base dell'esposto e della formulazione di un'accusa per ora solo ipotizzata e su cui la Procura dovrà fare i suoi accertamenti: il falso ideologico in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale. Quella modifica dell'obiettivo per l'affidamento della gara del tpl dal 31 dicembre al 30 giugno nonostante la contrarietà del dirigente, colui che doveva realizzare gli atti conseguenti e che definì quel termine "impossibile da realizzare" potrebbe costare caro all'amministrazione di piazza del Popolo nella delicata fase di costruzione di un percorso scevro da ogni opacità.
Doria tramite il suo avvocato Alessandra Guerrieri aveva presentato accesso agli atti proprio per acquisire il verbale della riunione di presentazione al sindaco degli obiettivi del peg, avvenuta il 19 aprile scorso. Quella seduta è importante perché in quel giorno maturò il duello verbale sull'obiettivo per l'affidamento per la gara del trasporto locale, che Doria aveva fissato al 31 dicembre e che la giunta anticipò al 30 giugno, un termine inattuabile e che avrebbe costretto giocoforza il dirigente a non rispettare l'obiettivo e a non rientrare nei termini di produttività fissati dall'amministrazione. «Nel corso di quella riunione- si legge nell'istanza – la giunta su indicazione del segretario generale e assente l'assessore ai trasporti, riteneva di modificare il termine del 31 dicembre 2017, contrariamente a quanto concordato per modificarlo ed anticiparlo al 30 giugno». Eppure Doria stesso aveva dichiarato che nei colloqui intercorsi con Buttarelli il giorno prima era stato stabilito che l'obiettivo dell'affidamento del servizio non potesse che essere fissato a fine dicembre. «In giunta nonostante le mie rimostranze - aveva detto a Latina Oggi mesi fa Doria - anticiparono il termine per l'assegnazione del Servizio TPL a giugno 2017». Ma c'è di più: in giunta il dirigente chiese formalmente che la sua netta e motivata opposizione venisse verbalizzata e di riceverne una copia, arrivata l'8 settembre, ma con la sorpresa di una dicitura ben diversa e di molte anomalie. In quel verbale si evincerebbe che il dirigente avrebbe parlato di obiettivo «molto difficile» da realizzare mentre il dirigente avrebbe usato il termine «impossibile» e ci sarebbero dichiarazioni del sindaco e del direttore generale che non furono invece rese a detta del dirigente. A questo si aggiunge che quel verbale non fu controllato e controfirmato dai dirigenti presenti come invece viene fatto abitualmente in quelle sedute e come si evince dalle precedenti conferenze. Oltre a questo l'atto viene acquisito al Protocollo l'8 settembre, quattro mesi dopo la seduta. Presunte forzature su cui farà chiarezza il pm incaricato. Resta sullo sfondo un'altra grana da gestire dopo i ricorsi al Tar sulla gara dei rifiuti e su quella dei trasporti (quest'ultime in discussione il 9 novembre) che investe però un fronte ben più esplosivo e rischioso, quello penale.