Si tratta di un semplice verbale, che dovrebbe essere informato ai principi di trasparenza, rispondenza ai fatti, tempestività cronologica nella stesura, ma capace di creare grattacapi proprio all'amministrazione che alla trasparenza e alla legalità ha dedicato un assessorato. E' un sassolino insidioso quello che l'ex dirigente Aldo Doria, venuto in sostegno del sindaco amico lo scorso anno e poi congedato prima della scadenza, ha messo nelle scarpe dell'amministrazione civica, di quelli che, al di là di come andrà la questione del procedimento incardinato in Procura, lasciano il dubbio che nell'epoca delle procedure ferree nelle amministrazioni, della burocrazia rigida, della legge che deve "tutelare la generalità e non il singolo", (come correttamente detto dalla Iovinella in una recente commissione sullo Statuto del Comune) qualcosa non abbia funzionato. Sembrerebbe infatti che nella denuncia presentata in via Ezio venerdì scorso siano coinvolti, oltre al direttore generale e al segretario verbalizzante, il sindaco e anche la giunta al completo, otto assessori fatta eccezione per Antonio Costanzo e per altri che erano assenti alla votazione degli atti. Il legale di Doria contesta il reato 479 del codice penale, il falso ideologico in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale, in merito alla modifica dell'obiettivo dirigenziale per l'affidamento della gara del tpl dal 31 dicembre al 30 giugno nonostante la contrarietà del dirigente, colui che doveva realizzare gli atti conseguenti e che definì quel termine "impossibile". Una dicitura che nel verbale, stilato mesi dopo secondo il dirigente, diventerà "molto difficile da realizzare" con dichiarazioni del direttore generale e del sindaco che non furono mai rese. Per ora è la sua parola contro quella della giunta, giunta che è chiamata in causa al completo in questa vicenda.