L'opposizione consiliare del Comune di Ardea non ha dubbi: occorre essere uniti per scongiurare il dissesto finanziario dell'ente. A margine della commissione "informale" andata in scena mercoledì mattina, Riccardo Iotti, Fabrizio Acquarelli, Luca Fanco, Edelvais Ludovici, Alfredo Cugini, Fabrizio Salvitti, Luana Ludovici, Massimiliano Giordani e Franco Marcucci hanno deciso di esprimere il proprio comune pensiero e inviare una "stoccata" alla maggioranza a Cinque Stelle che governa la città.
«È arrivato il momento che la Giunta Savarese dica la verità una volta per tutte - esordisce la loro nota - e ammetta la sua volontà di optare per il dissesto finanziario per il Comune di Ardea. L'amministrazione grillina continua a nascondersi, senza prendersi la responsabilità di affrontare le criticità esistenti e così facendo sta portando lentamente il Comune al dissesto. Almeno lo dichiari, senza nascondersi».
La vicenda è ormai nota: il 31 luglio scorso dovevano essere approvati gli equilibri di bilancio: non essendo riscontrata questa situazione, la maggioranza votò per l'elaborazione di un piano di riequilibrio decennale da presentare entro 90 giorni. Al 31 ottobre, però, nessun documento è stato approvato né tantomeno predisposto e, dunque, la strada verso il dissesto sembra segnata, con tanto di nuovi debiti emersi nelle ricognizioni effettuate.
Secondo la minoranza, però, la responsabilità di questa recente situazione è esclusivamente politica. «Durante la commissione ‘informale' - prosegue la nota - è emerso uno scenario per certi versi inimmaginabile: infatti, mentre la ragioneria (per intenderci la parte tecnica) ha lavorato per il piano di riequilibrio, l'amministrazione (ossia la parte politica) non ha portato avanti alcun atto in tal senso. Quindi, a oggi, il sindaco e la Giunta brancolano nel buio. Noi ci chiediamo: che senso ha avuto votare una delibera il 31 luglio per il riequilibrio, quando poi la reale intenzione della Giunta, a quanto pare, sembra essere il dissesto? Nel trovare a dir poco imbarazzante l'atteggiamento dell'amministrazione, che non è in grado di assumersi la propria responsabilità, noi faremo il possibile per evitare il dissesto».
Chiaramente, dalla minoranza vogliono avvertire i cittadini su quanto potrebbe accadere: «Essere in dissesto significa di fatto bloccare la città. Per cinque anni i cittadini avranno tutte le tasse al massimo, non si potrà assumere personale, non si potranno contrarre mutui e le ditte che hanno eseguito lavori per il Comune e i fornitori riceveranno solo una piccola parte del compenso».