Evasione fiscale cronica con quasi 25 milioni di euro iscritti a residuo - e dunque da riscuotere -, voci in entrata difficilmente incassabili e alienazione dei beni ipotizzata ma mai messa concretamente in atto. Sono questi i tre aspetti maggiormente critici del bilancio di previsione per il triennio 2017/2019, approvato dal commissario prefettizio nello scorso mese di maggio e sul quale i revisori dei conti, esprimendo un parere favorevole con riserva, non hanno mancato di evidenziare tante criticità. Problemi, questi, che di fatto stanno catapultando Ardea verso il secondo dissesto finanziario della sua storia dopo quello del 1993.

In tanti non pagano le tasse
Nei giorni scorsi, l'attuale sindaco di Ardea, Mario Savarese, aveva riferito - in un'intervista apparsa su queste colonne - di un'evasione fiscale da record: il 40% dei cittadini di Ardea non paga le tasse. E tale percentuale si traduce in numeri nel bilancio di previsione: infatti, se si dà un'occhiata ai residui iscritti nel documento finanziario riguardo alle entrate correnti di natura tributaria (Imu, Tasi, Tari, Ici e via dicendo) si capisce subito che l'ente - per un numero non precisato, nel prospetto riepilogativo, di anni precedenti - deve incassare dai cittadini 24.869.425,42 euro. Una cifra considerevole, che fa il paio con la previsione di entrata di 27.714.701,49 euro riportata sia in conto competenza che in quello di cassa per il solo 2017.

Un fondo da "armonizzare"
Di questa cifra appena riportata, soltanto il 16,84% è stato inserito nel fondo crediti di dubbia esigibilità, ossia quella parte del bilancio dove sono inserite le somme difficilmente incassabili. Si tratta di "soli" 4.666.626,81 euro che, a fronte dell'evasione cronica di cui abbiamo parlato, appaiono riduttivi rispetto alla storia economica della città.
Proprio per questo motivo, nelle loro osservazioni conclusive, i revisori dei conti avevano espresso delle perplessità: innanzitutto, relativamente al recupero dell'evasione tributaria, essi avevano ritenuto "non congrua" la quantificazione del fondo "in relazione all'andamento storico delle riscossioni rispetto agli accertamenti". Per questo motivo, il Comune era stato invitato "a monitorare con estrema attenzione gli incassi e i residui e a effettuare il maggior sforzo possibile per realizzare il recupero dell'evasione preventivato". Inoltre, i revisori avevano dubbi non solo sulla parte da incassare direttamente dal Comune, ma anche su quella relativa ai ruoli passati a Equitalia. In entrambi i casi, le previsioni di entrata sono state definite "dubbie".

Salzare e farmacie, zero euro
Nel bilancio di previsione approvato dal commissario, poi, erano inseriti in entrata i proventi derivanti dalle indennità di occupazione dovuti per l'area delle Salzare e gli incassi dalla vendita delle farmacie comunali. Un bel gruzzoletto, dunque, rimasto su carta: la vicenda delle Salzare è cosa nota, con una situazione di stallo che potrebbe durare - a detta del Comune - ancora per diversi anni; la vendita delle farmacie, invece, non è mai iniziata. Ergo: mancano nelle casse dell'ente diversi milioni di euro ipotizzati in entrata.
Anche in questi casi i revisori dei conti erano stati chiari: secondo loro, le previsioni di riscossione per l'alienazione di immobili e per l'indennità di occupazione dei fabbricati dei 706 ettari delle Salzare erano "dubbie" e non sembravano "essere fondate su elementi certi e attendibili.

La conclusione
Al termine della loro analisi dei conti, i revisori avevano comunque espresso un parere favorevole, seppure con una riserva dovuta "alle problematiche emerse nel corso dell'analisi della proposta di bilancio". I tre professionisti, entrati in azione il primo marzo scorso, avevano comunque sottolineato la difficoltà dell'ente nell'approvare il bilancio 2017/2019 "a causa di uno squilibrio di oltre quattro milioni di euro per ciascuna annualità". Una situazione già critica, dunque, che - aggravata dai debiti fuori bilancio emersi nelle ultime settimane e dal mancato pagamento di tanti fornitori, come spiegato nella commissione Finanze "informale" dell'altro giorno - sta portando Ardea verso un desolante quanto ormai prossimo dissesto economico-finanziario.