Il segretario del Partito democratico di Pontinia interviene sul "caso mense", ma le esternazioni non piacciono alla minoranza che contrattacca. E il tema dei pasti serviti a scuola, anche se i problemi sono stati risolti, continua a tenere banco.

«Il Pd insieme all'amministrazione – dice Cappelli – affermava in un precedente articolo di stampa che la problematica delle mense scolastiche era in via di risoluzione anche grazie al lavoro della Trasco. C'è stata l'apertura di tre cucine per la preparazione di secondi piatti caldi e vari, puntando sempre a mantenere alto lo standard qualitativo e la cura da sempre prestata. Il punto focale – aggiunge – è sempre il benessere dei bambini. Voglio però sottolineare l'inutilità di talune esternazioni di questi giorni al fine di attribuirsi meriti non veri nella risoluzione del problema e nel fomentare polemiche che – conclude – non servono a nessuno, ancor meno al benessere dei bambini».

La replica della minoranza non si è fatta attendere, con un intervento di Coco e Lauretti. «Ci sembra che il segretario del Partito democratico - dicono in una nota Coco e Lauretti - continui a parlare di questioni che poco le competono, divulgando comunicati uno dietro l'altro che si contraddicono. Ci sembra inoltre che invece lo stesso segretario continui a tacere su tutte quelle questioni politiche che invece le competono. È riuscita prima a dire che non c'era nessun problema da risolvere, per poi congratularsi con chi quel problema lo ha risolto, continuando ad attaccare il valore del lavoro svolto da una commissione che, non è mai male sottolinearlo, è tra l'altro presieduta da un membro del Pd».

Le critiche non finiscono qui, ma si spostano su un fronte politico di respiro più generale. «Il segretario del Pd dovrebbe magari intervenire su questioni che le competono di più come le tensioni all'interno di una maggioranza in larga misura composta da iscritti al Pd, il comportamento dei consiglieri della maggioranza di cui il partito fa parte e altri temi su cui, invece, continua a esserci il silenzio più totale».