Bassiano, Aprilia e Nettuno sono per la linea dura sulla ripubblicizzazione del servizio idrico. «Niente acquisto delle quote attraverso un mutuo, ma dobbiamo liberarci di Acqualatina per le vie legali, in quanto ci sono gli estremi per valutare una risoluzione del contratto», è quanto spiega il sindaco di Bassiano Domenico Guidi. «Lo scorso mercoledì in riunione ho esposto la mia posizione sulla quale si sono trovati concordi anche i colleghi di Aprilia e Nettuno, oltre che il sindaco dimissionario di Formia Sandro Bartolomeo». Che però come dimissionario, ormai ha poca voce in capitolo. La posizione di Guidi è quella più estrema, molto vicina ai comitati civici per l'acqua pubblica ma anche al Movimento 5 Stelle. Proprio nei giorni scorsi la consigliera regionale Gaia Pernarella ha detto che M5S è contrario «alla procedura di acquisto del 49% delle quote private di Acqualatina attraverso un mutuo, così indebitando ulteriormente i cittadini dei comuni dell'Ato 4». Ma mentre Pernarella sfida Zingaretti a finanziare il fondo regionale per l'acqua pubblica, Guidi va oltre e chiede lo scioglimento del contratto con la spa per «evidenti inadempienze».
Di cosa si tratta? Il sindaco di Bassiano dice di aver presentato ai colleghi «un ampio dossier all'interno del quale spiego le principali mancanze, che però se andiamo a vedere bene, sono sotto gli occhi di tutti. Acqualatina non è stata capace di portare a termine gli investimenti per migliorare e potenziare la rete idrica sul territorio provinciale. Abbiamo una dispersione altissima e con la siccità il problema si è rivelato ancora più profondo». Un aspetto, quello della crisi idrica della scorsa estate, che ha inevitabilmente toccato corde sensibili ai sindaci del sud pontino. Per questo Guidi è convinto che «acquistare le quote non risolve il problema, perché ci troveremmo ad avere a che fare con una società che ha gestito in modo fallimentare, dal punto di vista delle cose fatte, il servizio idrico». Dunque? Il sindaco Guidi crede che l'esempio migliore sia quello di Latina con i rifiuti. «Sciogliamo il contratto con Acqualatina e chiudiamo questa pagina triste e negativa per il servizio idrico - afferma - E facciamo come Latina, una società completamente pubblica o una azienda speciale attraverso la quale gestiamo in modo diretto il servizio idrico». Una strada praticabile? Non sembra per gli altri primi cittadini che hanno approvato la linea indicata dal presidente della Provincia e dell'Ato 4 Eleonora Della Penna, ossia la richiesta di aiuto per la richiesta di un mutuo da 10 milioni di euro al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Martedì prossimo la conferenza dei sindaci approverà la delibera rendendo ufficiale la richiesta. Da quel momento in poi si capirà chi davvero vuole la ripubblicizzazione.