In piazza Santi Apostoli a Roma c'è parecchia gente, nonostante il freddo pungente. Matteo Salvini sale sul palco con un maglione azzurro, stesso colore dei manifesti che lanciano #salvinipremier. Nella Capitale parte ufficialmente la campagna elettorale per la premiership del centrodestra e il leader della Lega è in gran forma. Attorno a lui c'è una folta pattuglia di salviniani pontini. Alcuni sono nel servizio d'ordine, uno di loro sale sul palco prima di Salvini, per spiegare quello che sta accadendo da queste parti, nel Lazio. E' il coordinatore regionale Francesco Zicchieri, da Terracina. Sotto il palco, in ordine sparso, ci sono anche il coordinatore provinciale Matteo Adinolfi coi suoi vice, Federica Censi e Vincenzo Valletta. La provincia pontina è un serbatoio di voti importanti per la Lega-Ncs e la presenza in piazza dimostra questa forza.
L'attenzione, però, è tutta per Salvini. Il titolo lo conquista subito sparigliando. L'adunata in piazza a Roma, oltre che per lanciare la sua corsa a premier alle elezioni di marzo, aveva come leitmotiv quello del no allo ius soli, la legge spinta da sinistra con la quale si vorrebbe concedere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri. Dunque ti aspetti la solita tirata sull'invasione degli immigrati e invece Salvini ti spiazza: «Per me gli italiani non sono quelli che hanno la pelle bianca ma anche gli immigrati regolari e per bene che portano contributo alla nostra società». Poi però torna sul punto. «Non ce la fanno a fare lo Ius soli grazie alla Lega e a voi. La sinistra prende in giro gli italiani con 80 euro e gli immigrati regalando la cittadinanza. Ma la cittadinanza non si regala».
Altro capitolo è quello delle pensioni. Da mesi Salvini ripete che la Fornero va cambiata se non azzerata. «Non vedo l'ora di vincere per stracciare la legge Fornero e farla piangere un'altra volta. Ne piange una ne sorridono in milioni». Infine, la sfida all'altro Matteo, Renzi. «Appena si degneranno di rendere noti i collegi, io sono pronto a candidarmi in tutti gli stessi collegi in cui si candiderà Renzi. Magari a partire dalla sua Toscana. Vita vera contro le bugie».