E' stato per decenni il deus ex machina dell'ufficio tecnico del Comune di Cisterna: l'ingegner Buttarelli, classe 1953, studia a Cisterna e poi a Latina diplomandosi geometra. Entra prima in provincia di Latina, poi passa al Comune di Aprilia e infine a Cisterna. A metà degli anni ‘80 era geometra comunale, poi si laurea in ingegneria e nel comune di Cisterna continua un'ascesa sia dal punto di vista della professione che politico. In maniera certosina scala tutte le tappe: da funzionario istruttore a funzionario direttivo a dirigente, passando indenne con tutti i sindaci di tutti i colori politici. Dalle giunte di centro guidate dalla democrazia cristiana, alle giunte di centro-sinistra e centro destra fino alla Giunta Carturan. È stato tecnico comunale e capo dell'ufficio tecnico a Cisterna e nel ‘95, quando il centro-destra prende il Comune con la giunta Salvatori, ne diventa il tecnico di spicco. Ma l'apice della sua carriera Buttarelli la raggiunge con il sindaco Mauro Carturan negli anni dove non solo è dirigente dell'ufficio tecnico ma diventa anche direttore generale. Tutti i concorsi per l'assunzione degli attuali tecnici del Comune si sono svolti sotto la sua gestione e tutto lo sviluppo edilizio ed urbanistico di Cisterna è passato per la sua gestione e anche le opere pubbliche o private portano la sua firma come dirigente o come Rup. Tra queste le opere del Plus finanziate dalla Regione Lazio, il Palazzetto dello sport, lo stadio Bartolani, le piste ciclabili, l'area industriale ex Locatelli trasformata in area edificabile, la variante per trasformare il centro città in un alveare residenziale. Un'esperienza tra luci e ombre perché tanti sono i cantieri rimasti incompleti sia pubblici che privati presenti anche nel centro di Cisterna.
Probabilmente è anche in virtù di questa lunga esperienza tecnica ed urbanistica che diventa la prima scelta di Damiano Coletta che crede in lui sin dalla fase finale di Rinascita Civile: a campagna elettorale chiusa e con la vittoria in tasca Coletta decide di mettergli in mano il cuore del Comune con le deleghe di urbanistica, lavori pubblici e mobilità. Tre deleghe di fuoco dopo le inchieste e i sequestri del cemento a Latina per una scommessa azzardata nella città disastrata e da «salvare». L'ingegnere componente dell'Istituto nazionale di urbanistica aveva in mano proprio tutto nel capoluogo: edilizia scolastica, viabilità, strade, opere pubbliche, bando trasporti, marina, programmazione urbanistica. In tanti hanno invocato risposte in questo anno e mezzo per affrontare il mare magnum delle concessioni edilizie bloccate e del recupero delle zone dismesse o sbloccare le procedure per le assegnazioni delle aree di edilizia residenziale pubblica. Tutto fermo e se garantire servizi e risollevare l'economia in poco tempo non era possibile, i segnali di vitalità non arrivano: tante le falle sulle manutenzioni e l'ordinario su scuole, strade e litorale. Negli ultimi tempi Buttarelli caldeggiava il rapporto con l'università La Sapienza per la programmazione urbanistica e lo studio della costa, ma gli incarichi legati a borse di studio si fermano all'ufficio urbanistica con il dirigente che al superassessore toglie le castagne dal fuoco. E' stato l'ultimo sussulto prima della tempesta. La frana giudiziaria arrivata per l'ingegnere di Cisterna ieri si consuma su un tema scabroso a Latina: quegli appalti oggetto di appetiti e inchieste che nel capoluogo portano il marchio del verde, dei cantieri dell'urbanistica, degli impianti sportivi favoriti. Ieri l'assessore ha rassegnato le dimissioni scegliendo subito un gesto di responsabilità e togliendo Coletta di impaccio. Per ora la turbativa d'asta è tutta da verificare, ma si conferma la maledizione legata alla poltrona dell'urbanistica a Latina. Dai dissidi politici costati venti anni e tre sindaci messi alle corde dai costruttori, fino agli ultimi due assessori (Di Rubbo e Buttarelli) coinvolti nelle inchieste. Sull'urbanistica gli occhi restano chiusi. Anche quelli di Lbc.