«Quando Calvi di Forza Italia chiede le mie dimissioni dimostra di non conoscere l'abc delle procedure e della correttezza amministrativa». Va dritta al punto l'assessore Patrizia Ciccarelli dopo l'affondo che arriva da Forza Italia sul lotto annullato nella gara dei servizi sociali di sostegno alla disabilità. Il coordinatore provinciale degli azzurri aveva chiesto un passo indietro dell'assessore al welfare. «Poiché il tema in questione è quello di come la commissione di gara ha motivato la scelta del criterio qualitativo, si parla di un aspetto squisitamente tecnico che deve stare anni luce lontano dalla politica. Io non sono abituata a frequentare le commissioni di gara né tanto meno a influenzarne il lavoro, sono abituata invece a fare in modo che le gare si facciano nei tempi dovuti, che ci sia una sostenibilità della spesa, che ci sia una applicazione corretta delle normative anche se recenti, una applicazione rigorosa e anche innovativa se necessario, e che ci sia piena autonomia da parte di chi deve gestire la procedura senza proroghe e da parte di chi deve giudicare le proposte dei concorrenti. Oggi, dopo il Tar, ci troviamo di fronte alla necessità di una rivalutazione della commissione, aspettiamo di capire la valutazione». Rispetto alle critiche si sottovalutazione del problema l'assessore risponde: «Cosa dovrebbe fare l'assessore di diverso da quello che ha fatto? Se non avesse fatto la suddivisione dei lotti, l'Anac l'avrebbe censurato. Non avrebbe dovuto consentire al dirigente di fare la procedura di urgenza? Il dirigente ha fatto bene a farlo, l'assessore doveva verificare quello che faceva la commissione o determinare i componenti della commissione? Sarebbe stato illegale in un caso o nell'altro. Se io mi sentissi responsabile di questa cosa vi dovreste preoccupare perché sto ingerendo in un campo non mio». Ciccarelli specifica il suo compito.