Sicurezza non vuol dire soltanto accedere a bandi e a finanziamenti. È più una questione culturale e le amministrazioni che si sono succedute nel corso dei decenni non hanno fatto nulla in questo senso. È questo il pensiero di Gaetano Leonoro, referente setino del Partito comunista italiano, che torna su uno dei temi caldi in città, quello legato alla sicurezza, prescindendo dal rifiuto della Regione Lazio di finanziare un progetto presentato dall'ente per l'implementazione della videosorveglianza: «Si iniziano solo oggi a vedere i danni che i tagli alla spesa pubblica hanno portato alle piccole comunità. Con quali soldi i nostri amministratori intendono portare avanti le loro iniziative sul tema della sicurezza in città? I problemi - si legge nella nota di Gaetano Leonoro - sono altri e dipendono da diversi fattori, tra i quali l'incertezza del posto di lavoro, la permanente ascesa del costo della vita, la confusa vacuità politica caratterizzata da episodi di decadimento correttivo e il permanente assillo dell'invasione clandestina». Secondo l'esponente del Partito comunista italiano di Sezze la sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini, che lo Stato deve garantire a tutti, in una prospettiva di eguaglianza non solo formale, ma anche, e soprattutto, sostanziale: «Però un concetto - conclude la nota firmata da Gaetano Leonoro - va espresso, quello che l'insicurezza di cui soffrono i cittadini setini e che, secondo i politici locali, troverebbe nella sola criminalità la propria sorgente, è mutile e parziale e rappresenta schermo ai problemi ben più gravi ed importanti precedentemente citati. Per questi motivi il Partito comunista italiano, anche in questa situazione, si sente di adoperarsi per cambiare la politica, sia locale che nazionale, per essere veramente utili ai bisogni dei cittadini». La nota è stata protocollata e inviata al sindaco di Sezze.