Il desiderio del sindaco Fabio Fucci di provare a conquistare un secondo mandato alla guida di Pomezia e la conseguente "uscita obbligata" dal MoVimento 5 Stelle per poterlo fare sta decisamente facendo il giro d'Italia. Proprio a Pomezia, però, è l'avvocato Francesco Falco - legale della zona da sempre interessato alla vita politica cittadina e spesso impegnato direttamente in diverse attività - a voler proporre una riflessione su quanto sta accadendo sul litorale. «Il MoVimento 5 Stelle ha come regola fondatrice e inderogabile quella del vincolo del doppio mandato - ha esordito Falco -. L'aver messo in discussione e infine abiurato tale vincolo a posteriori e per di più a sei mesi dalle elezioni amministrative ha il sapore insipido dei riti della prima Repubblica». Secondo Falco, dunque, la scelta di Fucci avrà due conseguenze: «Innanzitutto se la dignità della politica non passa attraverso un patto programmatico-culturale tra rappresentanti e rappresentati, allora non gioca alcun ruolo. In più, il M5S ha sempre proclamato il verbo dell'antipolitica, conquistando su tale principio un'egemonia morale e culturale nell'immaginario collettivo. La scelta di Fucci si pone fuori da tutto ciò e lascia perplessi anche il modo come è avvenuta».

L'avvocato Falco, però, ha qualche perplessità anche sul cosiddetto "Modello Pomezia": «Il ‘Modello Pomezia' non può essere preso a giustificazione per una continuità amministrativa. Ciò soprattutto perché tale ‘modello', a mio avviso, non esiste: peccherò di lesa maestà - ha dichiarato - ma a giudicare con onestà intellettuale questi anni di amministrazione Fucci, dietro le quinte della ‘facciata' ci sono aspetti da valutare nel tempo e per di più ha prevalso una gestione autoritaria e verticistica del potere che non può non lasciare interdetta la stessa base degli iscritti al M5S di Pomezia. La prova di quanto dico sta nel controllo amministrativo che ora rivendica la stessa maggioranza sulle decisioni del sindaco Fucci». E Falco motiva questa affermazione: «Penso, per esempio, alle dimissioni avvenute tempo fa degli assessori Avesani e Mattias, che a tutt'oggi aspettano un chiarimento. Penso anche alle scissioni avvenute recentemente all'interno degli aderenti al M5S di Pomezia; penso, come esempio di gestione verticistica, al trattamento riservato all'associazione Latium Vetus che è assunto a paradigma di quel malessere che ha accompagnato il modus di gestire il potere amministrativo da parte di Fucci». Infine, un passaggio sulla vicina Ardea: «Qui il M5S vive una contraddizione enorme: l'agire politico-amministrativo fa da contrappunto all'immagine ottimistica proposta in campagna elettorale alla cittadinanza. Oggi quell'immagine è svanita dietro la pietra tombale di un dissesto che poteva essere evitato. Credo che Pomezia e Ardea siano il rovescio della stessa medaglia. Ci troviamo di fronte - ha concluso Falco - al fallimento culturale prima ancora che amministrativo e sociale, di una proposta politica che preclude lo sviluppo futuro di queste due città».