«Nel ringraziarti per la fiducia accordatami in questi tre anni di amministrazione, con queste poche righe sono a riconsegnarti la delega al Centro storico che mi assegnasti subito dopo la vittoria elettorale. Quando abbiamo intrapreso quel percorso ero piena di aspettative, di entusiasmo e di buoni propositi. Ho cercato di portare avanti al meglio, seppur tra mille difficoltà, la mia delega, scontrandomi spesso con una burocrazia farraginosa, con un personale comunale ridotto all'osso e soprattutto con la scarsità delle risorse finanziarie a disposizione, unito alla difficoltà di dialogo con te e con alcuni colleghi dell'amministrazione». Il terremoto politico a Sermoneta non si ferma e dopo Giuseppina Giovannoli, che ha protocollato la rinuncia alla carica di vice sindaco l'11 dicembre, Damiano perde un altro pezzo con la riconsegna della delega al Centro storico dell'assessore Maria Marcelli, che ha protocollato la nota il 14 dicembre, prima che lo stesso sindaco aprisse la crisi politica annunciando il ritiro di tutte le deleghe della sua Giunta. Le parole della Marcelli sono dirette e inequivocabili. Il consigliere parla di un modo di fare politica che non condivide e non comprende: «Sermoneta - si legge nella lettera - aspetta segnali, risposte che la nostra amministrazione non è riuscita a dare, frenata da un immobilismo che fatico ad accettare. Ciò che ho sempre segnalato in questi tre anni non è stato recepito con il risultato che la nostra Sermoneta versa nell'abbandono totale. Mancano le manutenzioni ordinarie, mancano le risposte alle legittime richieste dei residenti, anche quelle più elementari e sono bersagliata da critiche, molte delle quali, non faccio fatica ad ammetterlo, condivido pienamente come cittadina. Credo sia venuto il momento di recuperare la dignità che ho perso in questi anni di amministrazione, anni nei quali ho difeso scelte che io stessa non comprendevo».

Oltre a questo, il sindaco ha dovuto incassare anche la decisione di Gilberto Montechiarello di lasciare l'incarico di capogruppo del partito di maggioranza. È lo stesso consigliere a spiegare le dinamiche che lo hanno portato a questa scelta: «Mi corre l'obbligo, dopo il succedersi degli eventi degli ultimi giorni, di comunicare che ho deciso di dimettermi da capogruppo di maggioranza della lista Damiano sindaco». Nella sua nota, protocollata l'altra mattina, il consigliere ringrazia per la fiducia accordata e parla di una decisione sofferta ma meditata, che nascerebbe da una serie di incomprensioni che negli ultimi tempi si sono generate all'interno della maggioranza. «Sono una persona onesta, corretta e leale - si legge nella nota - e quando sposo una causa, un ruolo, lo faccio con passione e spirito di abnegazione. Tante volte, in questi anni in cui ho ricoperto l'incarico di capogruppo di maggioranza, ho difeso a spada tratta con ardore tutta la nostra maggioranza, anche quando come, qualche volta è successo, in Consiglio comunale non condividevo alcune scelte amministrative della nostra maggioranza». Dopo un passaggio sulle tante battaglie condotte in Consiglio dove, per sua stessa ammissione, non ci sono nemici, ma avversari politici, Montechiarello spiega ancora: «Nell'ultimo Consiglio comunale un componente di minoranza mi ha domandato se non fossi a disagio a svolgere il ruolo di capogruppo: ho risposto che non avevo alcun disagio, anzi ero orgoglioso di rappresentare la mia maggioranza, eppure qualche mal di pancia già lo avvertivo. Ora quei doloretti sono divenuti degli spasmi non più sopportabili. È con immenso rammarico che mi dimetto dall'incarico di capogruppo».