L'ex mercato Arene lo vendo, anzi no, ci faccio una scuola. Questo in estrema sintesi il comportamento tenuto dall'amministrazione comunale nel giro di un mese su quello che ormai si può definire un vero e proprio "dossier ex mercato Arene". L'immobile, valutato dall'Ute 2 milioni di euro, dal 2014 o poco più è all'asta senza suscitare alcun interesse. Solo il 28 novembre scorso, il Comune ha impegnato la bellezza di 12.200 euro per chiedere una nuova perizia di stima dell'immobile, che in tre anni potrebbe essere ammalorato, e dunque valere di meno. Nella determina che affida l'oneroso incarico all'università La Sapienza, si legge che l'obiettivo è «addivenire in tempi ragionevolmente brevi all'alienazione dell'immobile di che trattasi».

Ma nell'arco di un mese deve essere accaduto qualcosa. In una delibera approvata nei giorni scorsi, l'amministrazione comunale ha dato nuovi indirizzi, chiedendo alla Sapienza anche la stima del 50% di sua proprietà dell'immobile chiamato Villa Adrover, posseduto a metà con l'università di Cassino. Quest'ultima vuole alienare l'immobile per la sua parte. E allora il Comune vuole capire quanto vale. Ma perché? «Valutare - si legge nel nuovo indirizzo di giunta - l'utilità per l'ente di vendere, previa rituale evidenza pubblica, anche la propria restante quota di comproprietà, verificando la sussistenza della convenienza economica a procedere alla ristrutturazione del Mercato Arene, da destinarsi ad istituto scolastico». Avete sentito bene. Se villa Adrover si vende, il mercato Arene diventerebbe una scuola.

Da questi repentini passaggi, non può non sorgere il sospetto che vi sia una confusione generale sulla gestione degli immobili di proprietà comunale, probabilmente dovuta ad una assenza di vera programmazione sul patrimonio immobiliare. La proposta dell'Università di Cassino di vendere la sua quota risale ad ottobre. Due mesi fa. Ma solo oggi si modificano gli indirizzi gestionali, peraltro invertendo una rotta che sembrava tracciata: vendere a tutti i costi l'ex mercato Arene. Con l'anno nuovo si comprenderà meglio quali sono i piani della giunta Procaccini. Per ora, le idee sulla gestione degli immobili appaiono alquanto confuse. Anche sul plesso Lama, che avrebbe dovuto liberarsi dal prossimo anno con il trasferimento dei circa 140 alunni alla "Fiorini", pare che sia tutto finito in un nulla di fatto. E così, tra immobili che si potrebbero liberare e non si liberano, e edifici liberi che però non hanno un progetto alla base, si resta imprigionati.