Un Consiglio comunale dai due volti. Può essere definita così l'ultima riunione dell'assise civica di Sermoneta, durante la quale il gruppo uscito vincitore dalle ultime elezioni ha votato compatto sulle materie economiche, ma si è spaccato rispetto ad altre questioni più politiche, manifestando apertamente la crisi che sta pervadendo l'amministrazione Damiano, col sindaco che ha annunciato di non volersi ricandidare al termine del mandato.
Di conseguenza, le opposizioni hanno affondato il dito nella piaga: «Nel Consiglio comunale di venerdì si è ufficializzata la crisi politica e amministrativa che ha investito la maggioranza consiliare di Sermoneta. L'ex capogruppo Montechiarello e gli assessori Marcelli e Giovannoli hanno motivato la loro decisione di rassegnare le deleghe, aprendo formalmente in consiglio la crisi nella loro stessa maggioranza» hanno evidenziato Emanuele Agostini, Antonio Aprile, Paolo Cargnelutti e Antonio Scarsella. «Secondo i dimissionari ci sono motivi politici e di cattivo funzionamento della macchina amministrativa - prosegue la nota -. E ad aprire la crisi sarebbe stato proprio il sindaco Damiano nel momento in cui ha comunicato alla stampa la sua intenzione di azzerare la Giunta».

Chiaramente, non sono mancate le parole del primo cittadino Claudio Damiano, il quale ha ribadito l'intenzione di ritirare tutte le deleghe. «Ho detto all'assemblea che l'unico interesse è quello di completare una serie di attività in corso senza nessuna altra motivazione di tipo personale - ha evidenziato -, dichiarando che ritengo concluso il mio percorso politico all'interno dei tempi di questa consiliatura e che quindi non mi ricandiderò alle prossime elezioni. Con amarezza non comprendo le ragioni di questa crisi politica, in quanto gli obiettivi programmatici erano in corso di attuazione e il nostro Comune resta una eccellenza amministrativa su tematiche come servizi sociali, scuola, turismo, ambiente e sport».