Una candidatura unitaria, al momento sposata da tutta la coalizione di centrosinistra che governa ininterrottamente la città da quasi dieci anni, per continuare l'esperienza di governo cittadino.
È questa la strategia messa in campo a Velletri, con il Partito Democratico che, nei giorni scorsi, ha ufficializzato la scelta di Orlando Pocci - attuale assessore all'Urbanistica - quale candidato sindaco per la successione a Fausto Servadio.
Un lavoro di sintesi, quello che ha portato alla scelta di Pocci e coordinato dal neo segretario del Pd veliterno - il giovane Giorgio Zaccagnini -, che ha visto i dem compatti nell'individuare una figura di spicco che potesse aggregare il più possibile grazie alla sua esperienza amministrativa ma anche alla serietà mostrata negli anni e al suo curriculum.
Chiaramente, nell'ottica di una più ampia apertura a tutte le forze del mondo di centrosinistra, il Pd non esclude a priori il ricorso a delle Primarie di coalizione qualora altri partiti o movimenti civici vogliano proporre il loro candidato sindaco. Di certo, Pocci - come accennato poco sopra - vanta il sostegno dell'attuale maggioranza di governo civico e vede attorno a sé una mobilitazione dei "Giovani Democratici", pronti a rafforzare le liste del Pd anche grazie alla guida di Zaccagnini, che sta lavorando in piena autonomia fin dalle ore successive al congresso territoriale.
La scelta di Pocci, chiaramente, fa da contraltare alla naturale fine dell'esperienza di Fausto Servadio dalla carica di sindaco. Di conseguenza, la domanda che tutti si pongono è questa: cosa farà, adesso, l'attuale primo cittadino?
Nulla, al momento, sembra definito, ma sicuramente il primo cittadino non lascerà la politica. Vale la pena evidenziare, in questa sede, che Servadio è uno dei pochi sindaci che hanno completato i due mandati amministrativi senza mai trovarsi di fronte a una crisi di governo, riuscendo a sintetizzare nella sua Giunta e nella maggioranza le varie anime del centrosinistra. Tra l'altro, l'affermazione al primo turno nelle elezioni del 2013 lo ha reso una dei sindaci dem con maggiore peso in tutto il Lazio. Va da sé, a questo punto, che il suo impegno politico possa continuare a livelli più alti: viene naturale pensare a una candidatura in Regione o al Parlamento. Nulla, ovviamente, è definito, ma la sensazione è che nelle prossime ore si possano conoscere interessanti novità sul futuro politico di Servadio che, lo ricordiamo, è anche presidente dell'Anci Lazio.