Crisi politica a Sermoneta? Ha sicuramente origini più lontane rispetto a quanto si potrebbe credere e a quanto accaduto nelle settimane a cavallo del mese di dicembre e quello di gennaio 2018. Già nel mese di marzo dello scorso anno, infatti, se si leggono le carte, si capisce che la situazione non era nella normalità come erroneamente si sarebbe portati a credere. Le prime avvisaglie di quella che poi porterà alla rottura definitiva in seno alla maggioranza si erano già appalesate nel mese di marzo, a ridosso dell'approvazione del Bilancio di previsione che tanti malumori suscitò all'interno della coalizione a sostegno di Claudio Damiano. Basti pensare che i primi a lasciare i propri incarichi in seno alla maggioranza furono Fiore De Santis (che optò per il passaggio nel gruppo misto) e Annarosa Centra, che restituì una delega nelle mani del sindaco. Per non parlare poi, a bocce ferme, dell'altro cambio repentino di linea, quello del presidente del Consiglio comunale Luigi Torelli, che nella massima assise cittadina, lo scorso 23 ottobre, decise di passare anch'egli nel gruppo misto. La situazione, quindi, non era così chiara nemmeno prima delle scelte, quasi contestuali, di Giuseppina Giovannoli di lasciare la carica di vice sindaco, di Maria Marcelli di restituire una delega e di Gilberto Montechiarello di abbandonare il ruolo di capogruppo. Quella probabilmente è stata solo la punta di un iceberg che, stando così le cose e andando oggi a vedere chi ricopre incarichi all'interno dell'amministrazione, sembra che proprio il sindaco non sia riuscito a gestire. Al primo cittadino, che nei mesi precedenti non aveva evidentemente colto i segnali, va imputata la decisione, forse un po' affrettata, di ritirare tutte le deleghe, magari legittima per fare il punto della situazione, ma poi non coerente con il fatto di assegnarne a chi per primo lo aveva in qualche modo "tradito" e aveva preso le distanze dal suo progetto politico. In tutto questo, con numeri che attualmente non giocano a suo vantaggio e con una Giunta a cui manca un componente, il primo cittadino ha deciso di continuare, forse mettendosi alla mercé di persone che in più occasioni hanno sottolineato come la linea che si stava seguendo fosse sbagliata. Una situazione al limite, che avrà necessariamente il suo primo punto di svolta il prossimo 8 febbraio, quando il Consiglio valuterà se assegnare la propria fiducia al sindaco.