"La pesante sentenza del Tar di Latina che condanna il comune al pagamento di oltre 3,5 milioni di euro è il risultato scontato dell'inerzia mostrata in questi 18 mesi dall'amministrazione Coletta nell'affrontare i nodi dell'Urbanistica in città. Un'inerzia stigmatizzata anche e sopratutto dal Presidente del Tar del Lazio in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, quando ha auspicato un'immediata assunzione di responsabilità da parte dell'amministrazione. Come sottolineavo a novembre nella mia seconda interrogazione parlamentare, l'attuale amministrazione dopo un anno e mezzo dall'insediamento non è stata in grado di assumere alcuna sostanziale iniziativa per ripristinare le condizioni di pianificazione venute meno a causa dell'annullamento dei Piani Particolareggiati.

Anzi l'unico atto concreto, poi annullato in autotutela dagli uffici a causa dell'evidente aggiramento delle norme in materia, è stato il tentativo di affidare illegittimamente due incarichi all'Università La Sapienza mortificando così il lavoro di tanti professionisti della città. Ma avvertivo sopratutto come tale inerzia amministrativa da parte di Coletta e delle sua Giunta stesse determinando l'apertura di una serie di contenziosi milionari per danni da ritardo o per richieste di indennità risarcitorie e la mancata acquisizione da parte dell'amministrazione di aree d'interesse pubblico. Dispiace oggi essere stato facile profeta, ma tutto ciò era facilmente ipotizzabile da chi avesse un briciolo di competenza amministrativa e conoscenza delle norme. Il problema è che questa sentenza nei confronti del comune di Latina non sarà sicuramente l'unica, tanto che si potrebbe presto determinare il dissesto finanziario del bilancio. La mancata ripianificazione delle aree dei piani decaduti sta causando un danno erariale per il comune, tanto da spingere lo stesso Tar ad inviare la sua sentenza alla Corte dei Conti.  Torno dunque a chiedere se questo palese immobilismo di Coletta e di Lbc non porti le autorità competenti a ravvisare un'evidente omissione di atti d'ufficio da parte del sindaco e della sua giunta". Lo dichiara il sen. Maurizio Gasparri (FI).