E' scontro tra il sindaco Antonio Terra e i consiglieri di maggioranza sulla variante Vallelata, dopo la decisione della commissione Urbanistica di dare parere favorevole al progetto per la realizzazione di villette a schiera nell'area compresa tra via Nettunense e via delle Valli. Una decisione che ha smentito in maniera clamorosa le indicazioni del primo cittadino, che solo pochi giorni prima aveva affermato in una nota: «personalmente non ci sono i presupposti per approvare la variante».
Su quei terreni nel 2013 vennero sequestrati della Guardia di Finanza centinaia di fusti contenenti sostanze chimiche e acidi, un deposito di rifiuti pericolosi e non pericolosi che solo pochi giorni ha portato alla condanna (in primo grado) dell'imprenditore, affittuario del terreno. Un procedimento che vede coinvolto anche il Comune di Aprilia, che si è costituito come parte civile e spera di riuscire a recuperare dei soldi per eseguire la bonifica. Una bonifica che il costruttore si propone di realizzare (insieme a un sottopasso ferroviario che collegherebbe via delle Valli a Corso Giovanni XXIII e un parco), in cambio dell'approvazione del Print che permetterebbe di costruire un quartiere residenziale, villette a schiera per un progetto complessivo da 54 mila metri cubi.
Ma per il sindaco questa proposta è irricevibile, almeno fino a quando non saranno terminati i lavori di bonifica. Per questo è sbottato davanti alla fuga in avanti dell'assessore e dei commissari di maggioranza presenti in aula (tre dei quali della sua lista), facendo capire che quel parere favorevole conta poco o nulla senza la sua approvazione. «Ci sarà una riunione di maggioranza su questo tema, perché ho espresso in maniera chiara i miei dubbi sul progetto. Non si approva nessuna variante - tuona Terra - prima dell bonifica del terreno, un intervento che deve essere pagato dall'affittuario e dal proprietario del terreno. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, noi aspettiamo anche che ci vengano rimborsare anche i 50 mila euro dei lavori per la messa in sicurezza».
Nell'estate 2017 l'amministrazione comunale, in accordo con la Regione Lazio, ha avviato un primo intervento di messa in sicurezza dei fusti con sostanze chimiche e acidi. Un percorso già avviato, che secondo il sindaco non va confuso con il Print. L'irritazione di Terra per essere stato sconfessato dai suoi stessi consiglieri di è palese, ma il primo cittadino fa capire che non intende piegarsi al parere espresso dai commissari durante la seduta di giovedì scorso. «Non è la commissione che decide, il piano va approvato in Consiglio. Per questo chiederò una riunione di maggioranza - commenta - dove ribadirò tutti i miei dubbi. E poi vedremo se passerà il progetto».