Il Partito Democratico di Aprilia ribadisce il suo «no» alla discarica a Colli del Sole e annuncia la volontà di portare avanti una nuova battaglia per fermare il progetto. Il segretario Alessandro Mammucari e i consiglieri Vincenzo Giovannini e Monica Tomassetti  hanno ribadito la loro contrarietà al mega impianto che la Ecosicura vorrebbe realizzare a Casalazzara: un invaso da 1 milione e 350 mila metri cubi per un deposito che sarà a servizio degli impianti di trattamento e valorizzazione dei residui prodotti nella Regione Lazio.
«Dobbiamo ribadire con forza - commenta il segretario Mammucari - che il nostro è un territorio che va tutelato perché ci vivono delle persone. Un concetto che vale per la discarica e per l'invio dell'indifferenziato da Roma ad Aprilia. Il sindaco della capitale, Virginia Raggi, durante la campagna elettorale ha più volte ribadito di essere contraria alla discariche perché sono dannose per l'ambiente, di non volerle per tutelare i propri cittadini. Ma dimentica anche in questa città ci sono dei cittadini, non possiamo diventare la pattumiera di Roma».
Il consigliere Monica Tomassetti rimarca l'alta proliferazione di aziende a rischio di incidenti rilevante e di altri impianti sul territorio, una proliferazione che dovrebbe indurre le istituzioni a bocciare il piano. «Quando le grandi aziende sono arrivate in città, 40-50 anni fa, si pensava soprattutto ai vantaggi a livello occupazionale, non si ragionava sui problemi ambientali perché il tema - afferma - è esploso con forza negli ultimi anni. Non ci interessa la paternità di chi presenta la richiesta ma la ricaduta che può avere sul territorio, per questo ci opponiamo. Presenteremo delle osservazioni, il piano provinciale non prevede insediamenti di questo tipo nell'area. Inoltre ponticello ferroviario ha un limite di tonnellaggio, per questo il richiedente ha imposto un limite di velocità. I problemi di viabilità sono evidenti».

A parlare in maniera approfondita dei vincoli che potrebbero bloccare la proposta di Ecosicura è il capogruppo del Pd, Vincenzo Giovannini. «Stiamo analizzando - spiega - la cartografia ed è emerso che l'invaso verrebbe realizzato a distanza ravvicinata da un fosso, e da una falda acquifera che potrebbe essere danneggiata. Senza contare che il centro abitato è a soli 650 metri di distanza. E dal piano provinciale emergono dei fattori escludenti.  In quel terreno è quasi impossibile farci una discarica, perciò bisogna contrastare con forza l'impianto. La nostra battaglia sarà durissima e concreta».