Se qualcuno pensava a un centrodestra unito, seppure sotto coalizioni miste fra movimenti civici e partiti, si è purtroppo sbagliato, almeno per il momento. A Velletri, infatti, la politica locale di quest'area si sta dividendo in due tronconi, soprattutto dopo l'ufficializzazione della candidatura a sindaco del consigliere comunale Alessandro Priori, arrivata dopo quella del collega Giorgio Greci, ormai certa da un anno.

A sancire la divisione del centrodestra e del civismo territoriale è arrivata una nota attraverso cui il Patto Popolare per Velletri e il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Salvatore Ladaga, hanno annunciato il sostegno al progetto di Priori, firmando un documento ufficiale: «Visto lo scenario politico veliterno nel quale stanno emergendo varie candidature per le prossime amministrative - si legge nel documento - riteniamo che il programma elettorale sia la discriminante sulla scelta e, pertanto, a seguito di numerosi confronti già avuti e condividendo le possibili soluzioni per il nostro territorio, la presentazione della candidatura a sindaco di Alessandro Priori è sicuramente quella che più ci convince». In particolare, Ladaga ha spiegato che dopo le elezioni del 4 marzo arriverà - come spiegato in un recente incontro dal coordinatore regionale Claudio Fazzone - la posizione di Forza Italia «a supporto dell'ottimo lavoro di questo progetto civico».

Chiaramente, non si è fatta attendere la replica del gruppo che sostiene Giorgio Greci, che vanta già il sostegno di diversi soggetti politici di centrodestra. «Fare a gara tra i candidati a sindaco tra chi è più civico è un modo sicuro per riconsegnare Velletri a chi in questi dieci anni ha governato poco, male e senza avere a cuore lo sviluppo della città - ha dichiarato il coordinatore del movimento "Con Noi Per Velletri", Sergio Giri -. Chi ha veramente a cuore Velletri non può che sposare il progetto di Greci, che ha cominciato a lavorare per il bene della città da più di un anno, raccogliendo larghi consensi e realizzando un programma partecipato e condiviso con i veliterni. Chi, invece, tenta di raccogliere consensi da trasformare in una pattuglia di consiglieri rischia di consegnare ancora una volta Velletri a quei politici di professione che hanno ridotto la città nelle condizioni in cui si trova oggi».