La prima cosa che dice ai microfoni è che "Liberi e Uguali non farà mai  parte di un Governo in cui c'è la destra, siamo antitetici"", Pietro Grasso questa mattina ad Aprilia ha aggiustato il tiro rispetto alla mezza gaffe di ieri quando in Tv aveva detto sì ad un governo di scopo con Pd e Forza Italia per fare una nuova legge elettorale. Oggi ha precisato che "se c'è la detsra, in quel governo non ci siamo". Era necessario, dopo le polemiche che erano sorte. Poi l'attenzione è per fortuna passata a temi più attinenti all'attualità locale. Grasso è arrivato ad Aprilia per presenziare a un doppio appuntamento: la visita alla stele dedicata a Falcone e Borsellino al parco comunale di via dei Mille e poi la conferenza stampa presso la sala Manzù della biblioteca comunale. E' qui che Grasso ha illustrato i temi principali del programma e fatto alcuni importanti riferimenti all'attualità locale. "Arrivo qui il giorno dopo un tremendo fatto di cronaca, quello di Cisterna. una vicenda triste, dolorosa, che riaccende la necessità di prestare attenzione ai temi della difesa della donna, della sua dignità. Dobbiamo dire basta a ogni tipo di violenza". 
Altro argomento cardine per Grasso è quello della lotta alla criminalità organizzata. "In questo territorio gli appettiti della malavita sono enormi. Mi ricordo il caso clamoroso del pomodorino che dalla Sicilia arrivava a Fondi per poi vedere il suo prezzo moltiplicato a danno dei produttori e dei consumatori. E a vantaggio, ovviamente, delle mafie  che in questo modo si arricchivano". Ad aizzare la polemica in tal senso pensa Alfredo D'Attorre, candidato di LeU alla Camera nel sistema proporzionale: "Il Comune di Fondi andava sciolto per infiltrazioni mafiose come aveva chiesto la commissione d'accesso: invece nulla è accaduto perché Giorgia Meloni e Claudio Fazzone hanno fatto pressioni sull'allora Governo che ha rigettato la richiesta. Guarda caso oggi sono entrambi candidati nell'uninominale in questo territorio".

Pietro Grasso poi prova a motivare i suoi, perché questi giorni sono quelli più importanti, quelli in cui la partita davvero si definisce. "Noi siamo la sinistra, questo dobbiamo ripeterlo ai quattro venti. Se il 4 marzo non uscirà una maggioranza certa la nostra posizione sarà quella di scrivere una nuova legge elettorale e poi tornare alle elezioni. L'Italia è un Paese dove le disuguaglianze si sono moltiplicate. Abbiamo il dovere di riportare la sinistra e i suoi valori nell'agenda pubblica: scuola, università per tutti, sanità pubblica, lavoro non più precario sono gli argomenti su cui chiediamo fiducia".