Sono ore febbrili, a Nettuno, per quanto riguarda il futuro dell'amministrazione a Cinque Stelle guidata dal sindaco Angelo Casto.

Dopo il documento consegnato nelle mani del sindaco e firmato da dieci consiglieri M5S che chiedevano la revoca degli incarichi assessorili a Daniele Mancini, Stefano Pompozzi e Guido Fiorillo, ma anche dopo l'approvazione del Bilancio di previsione grazie al numero legale retto dal consigliere Claudio Dell'Uomo (opposizione) e a margine della richiesta di espulsione dal partito di Claudio Monti avanzata dal sindaco ai vertici pentastellati, emergono nuovi dettagli riguardo alla prima vera crisi politica dell'era grillina.

In questo uggioso sabato di metà marzo (giorno 17 del mese), tutti gli assessori della Giunta sarebbero pronti a rimettere le loro deleghe nelle mani del sindaco Casto, al fine di passare a lui la palla per dirimere la crisi. Il tutto, nell'attesa che i vertici regionali del M5S vengano a Nettuno nelle prossime ore al fine di capire cosa possa aver portato a generare tanto malumore in un gruppo consiliare che, fino a poco fa, sembrava granitico.

Nel frattempo, cinque consiglieri di maggioranza - ossia Mauro Rizzo, Marco Montani, Giuseppe Nigro (presidente del Consiglio comunale, ndr), Daniela De Luca e Simonetta Petroni hanno sottoscritto un documento col quale non riconoscono la validità giuridica e politica dell'atto che chiedeva al sindaco la revoca dei tre assessori, sostenendo anche che quella decisione sarebbe maturata «in riunioni segrete che esulano dai principi di trasparenza e onestà intellettuale del MoVimento 5 Stelle».

Tra l'altro, nel medesimo documento si da un ultimatum al resto della maggioranza: Invitiamo tutti gli altri consiglieri a confermare la fiducia incondizionata al sindaco e all'intera Giunta per non tradire il mandato elettorale e i principi cardine del M5S sottoscritti davanti ai cittadini».

Chiaramente, il documento si conclude sostenendo che chi non è sulla loro stessa linea, di fatto, si pone fuori dal MoVimento 5 Stelle.

A fronte di ciò, ma stavolta siamo nel campo delle ipotesi e delle indiscrezioni politiche. pare che cinque consiglieri dei dieci "dissidenti" sia davvero pronto a mollare Casto e la sua Giunta: un numero congruo per far saltare il banco e, in caso di sfiducia, far tornare Nettuno alle urne già alle prossime elezioni amministrative.