Non sono passate inosservate le parole pronunciate dal deputato Francesco Zicchieri a commento dell'apertura di un nuovo centro d'accoglienza per migranti in un'abitazione privata a La Fiora. Domenica il neo parlamentare aveva criticato duramente la prefettura per l'invio di nuovi richiedenti asilo, invocando «pulizia via per via» e «maniere forti». Un lessico che, in queste settimane di tensione (coi casi di Macerata e Firenze ancora freschi) non è piaciuto. I primi in ordine di tempo a chiedere un'intervento della giunta comunale, sono stati i soci del Wwf Litorale laziale, che hanno scritto una lettera aperta al vicesindaco Roberta Tintari, numero due della giunta ma soprattutto rappresentante dell'area moderata e cattolica, per sollecitare l'attuazione dello Sprar e così prendere le distanze da certe affermazioni. Una «misura minima ma da sostenere», ha dichiarato il Wwf, mettendosi a disposizione anche per il volontariato. «La realizzazione del suo progetto avrebbe avuto anche una valenza educativa nei confronti di coloro che oggi parlano di pulizia (etnica?) via per via, quartiere per quartiere, perché avrebbero visto, una novità per loro, attivarsi tanti cittadini da tempo usi alla solidarietà».

Anche il Partito democratico invita Zicchieri e la Lega ad abbassare i toni. Il segretario del partito Daniele Cervelloni parla di «deriva culturale rappresentata dalle parole rilasciate dal neo deputato leghista, Francesco Zicchieri», parole che il piddino definisce «violente, intolleranti e oltre modo dissennate soprattutto se scritte da un politico che si appresta a breve ad entrare a Montecitorio. Chiediamo, quindi, all'onorevole Zicchieri e alla Lega di abbassare certi toni e certi atteggiamenti per evitare il rischio di generare in città comportamenti pericolosi, incontrollati e soprattutto a sfondo razziale».

Intanto ieri una nota a firma del capogruppo della "lista Sciscione" (e non della Lega, come ci si aspettava dalla conferenza stampa della settimana scorsa) Domenico Villani, annuncia una lettera al sindaco Nicola Procaccini «chiedendo di emettere un'ordinanza anti accattonaggio, fenomeno particolarmente diffuso nei pressi delle attività commerciali, soprattutto supermercati». Villani chiede l'identificazione di questi stranieri, così da poter risalire anche ai centri d'accoglienza che li ospita, «e di conseguenza interessare anche la Prefettura di Latina, per verificare eventuali inadempienze dei responsabili». Il consigliere si dice a conoscenza di «episodi spiacevoli verificatisi nei pressi di alcuni supermercati e che hanno visto coinvolti, loro malgrado, cittadini di Terracina, in particolare donne».

Il dibattito sui migranti è tornato alla ribalta. E come un anno e mezzo fa, schiaccia il sindaco Procaccini: da un lato il vicesindaco moderato Tintari e il mondo delle parrocchie; dall'altro la Lega e i suoi derivati. Che soffiano sul fuoco.

Ma la questione è anche eminentemente politica. La firma di Villani sotto la "lista Sciscione" non è passata inosservata. Normale, si dirà, visto che l'ingresso formale nella Lega, non c'è ancora stato. Ma forse non è un caso. La corsa ad aderire alla Lega, sembra rallentare. Qualcosa si è inceppato nel percorso di formazione del nuovo gruppo in Consiglio. Dopo il colpo di coda in conferenza stampa, pare di registrare una brusca frenata. Secondo alcune indiscrezioni, il tutto sarebbe rinviato a data da destinarsi, per via di alcune incognite che si sarebbero aperte tra gli sciscioniani sulla linea da tenere in aula consiliare e col sindaco. Così, qualcuno ha invocato prudenza: soprattutto chi ha tutto da perdere dall'ingresso di un intero partito nelle discussioni politiche; e rischia di finire per contare meno del due di picche. Gli sciscioniani non vogliono uscire dalla maggioranza e soprattutto non vogliono creare spazi ad esterni. Procaccini, che pure non è esente da errori in questa baraonda che si è creata dopo il voto delle regionali, per ora non può fare altro che restare a guardare. Secondo i bene informati, comunque sarebbe già in previsione una cena pacificatrice.