La carta cche indica i siti idonei a ospitare un deposito di scorie nucleari sta per essere resa pubblica e il presidente del movimento Idea Gianluca Di Cocco riaccende i riflettori sulla questione e su una interrogazione del collega di partito Raimondo Tiero che nel 2017 chiedeva al Comune di Latina di impegnarsi contro qualunque ipotesi di insediamento.

"La Cnapi sta arrivando, tra questa e la prossima settimana". Questo acronimo della "Carta Nazionale aree potenzialmente idonee" non è altro che il documento necessario a individuare una volta per tutte il luoghi dove realizzare il futuro Deposito (con parco tecnologico) di smaltimento per le scorie nucleari.  Parliamo di novantacinquemila metri cubi di rifiuti radioattivi, le altre aree potrebbero tutte essere prese in considerazione per realizzare il Deposito nazionale, infrastruttura che dovrà mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi completando la fase di decomissioning degli impianti nucleari preesistenti e di gestire tutti quei rifiuti (medici, industriali e di ricerca) che vanno smaltiti: si parla di circa 78 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 17 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività, per un totale di circa 95 mila metri cubi di rifiuti radioattivi.

Soltanto due settimane prima delle elezioni, in un totale silenzio sull'argomento, la commissione Ecomafie aveva raccomandato "che si accelerino i tempi per la realizzazione del deposito nazionale attraverso la pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, con l'avvio della consultazione pubblica".  Nel novembre del 2017 come Cuori Italiani, durante una interrogazione all'amministrazione comunale chiedeva al sindaco Coletta di convocare un consiglio monotematico per dichiarare ufficialmente la contrarietà della città di Latina ad ospitare qualsiasi ipotesi di stoccaggio di rifiuti radioattivi. La nostra città, già gravata da pesanti servitù per la presenza della centrale nucleare, del poligono militare e della discarica di Borgo Montello in un'area ristretta, deve essere considerata off-limits a qualsiasi ipotesi che preveda il transito e lo stoccaggio di ulteriori rifiuti nucleari. Si chiedeva nella richiesta che fosse  coinvolta anche la Regione Lazio per una presa di posizione forte finalizzata ad escludere l'intero territorio e la città di Latina in progetti "nucleari".
Ad oggi nessuna azione è stata presa dall'amministrazione, per rendere ufficiale una dichiarazione istituzionale da parte del Comune di Latina contraria alla realizzazione del deposito nazionale sul proprio territorio e di sollecitare la Regione Lazio affinché faccia altrettanto.