Dopo i due posti conquistati in Regione, quello da consigliere per Salvatore La Penna e da assessore per Enrica Onorati, ora le ambizioni e le mire della fronda Moscardelli del Partito Democratico si sono spostate sulla Provincia: il 29 aprile è vicino e sui tavoli le trattative sono già in piedi. La componente che in direzione provinciale ha la maggioranza punta a candidare Gerardo Stefanelli e l'idea (ma anche la conseguenza naturale dei movimenti degli ultimi mesi) è coinvolgere nel dialogo la coalizione che ha sostenuto Zingaretti alle regionali, dunque un centro sinistra allargato alle civiche. Civiche che, sulla carta, con Latina, Sabaudia e Aprilia, potrebbero imporre il loro volere e un loro nome perché i voti ponderati offrono loro la maggioranza. Una ipotesi che il Pd vuole evitare e per la quale sta lavorando alacremente ai fianchi dei rispettivi sindaci. In particolare sono l'ex senatore Claudio Moscardelli e il neoconsigliere regionale Salvatore La Penna a ordire la tessitura in vista del voto di secondo livello, per arrivare ad ottenere il via libera da Coletta e Terra sul nome di Stefanelli. In questa traiettoria non va poi tralasciato il fatto che il sindaco di Minturno, dato il suo passato e le sue caratteristiche politiche eclettiche, potrebbe ottenere voti trasversali all'interno dei consiglieri di centrodestra. Di diverso avviso la componente che fa capo a Enrico Forte e all'attuale reggente di via Costa Giovanni Bernasconi: questa frangia è più propensa a convincere la civica Giada Gervasi. Sul fronte del centrodestra invece la coalizione prova a schierare uno tra Nicola Procaccini e Salvatore De Meo. I due sindaci di Terracina e Fondi sono al momento i più quotati con De Meo in vantaggio per l'incognita legata alla posizione della Lega che si è espressa recentemente contro Procaccini per voce di Gianfranco Sciscione. E Damiano Coletta? Sembrava uno dei nomi più accreditati per via Costa soprattutto per l'ambizione del sindaco di Latina, mai celata, di allargare il cerchio del Bene Comune ad una dimensione sovraterritoriale. Su questo piano però le difficoltà non mancano sia per il sospetto con cui alcune amministrazioni guardano ai risultati deludenti e al calo di appeal del civico nel capoluogo, sia per ragioni più tecniche: rispetto a Coletta Giada Gervasi ha davanti altri quattro anni di mandato, un modo per controllare al meglio l'amministrazione provinciale sul lungo periodo. Nello scacchiere delle ipotesi la carta più importante da giocare saranno le intese trasversali ed è proprio il piano più favorevole al duo La Penna-Moscardelli: la trasversalità e la disinvoltura nell' azione politica (vedi l'operazione Gaeta con l'appoggio al sindaco di Forza Italia) da queste parti è di casa.